Crolli dei ponti, nuovo sistema satellitare individua le più piccole deformazioni per prevenirli

Il sistema satellitare è in grado di rilevare movimenti strutturali dei ponti (credito: Remote Sensing)

Un nuovo sistema satellitare sarà d’aiuto per individuare in tempo i ponti che potrebbero crollare. I ricercatori del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA e dell’Università di Bath hanno infatti sviluppato un nuovo sistema di preallarme che si serve delle immagini satellitari per individuare anche le più piccole deformazioni o i piccoli movimenti nelle strutture dei ponti al fine di individuare il rischio di crollo.

L’idea è arrivata quando gli scienziati hanno verificato 15 anni di immagini satellitari del Ponte Morandi a Genova, di cui un’ampia sezione è crollata nell’agosto dell’anno scorso procurando la morte di 43 persone.
Nello studio, pubblicato su Remote Sensing, viene mostrato come il ponte, in queste immagini satellitari, mostrasse già segni di deformazione nei mesi che hanno preceduto il crollo.
Il sistema, infatti, è in grado di intercettare le deformazioni delle strutture con una precisione millimetrica.

“Abbiamo dimostrato che è possibile utilizzare questo strumento, in particolare la combinazione di diversi dati dai satelliti, con un modello matematico, per rilevare i primi segni di collasso o deformazione”, dichiara Giorgia Giardina, ricercatrice Università di Bath e una delle autrici dello studio.
Il sistema si rivelerebbe maggiormente in grado di rilevare i segni di deformazione o di movimento strutturale nei ponti, ma anche in altri edifici o strutture, rispetto ai sistemi di monitoraggio odierni che sostanzialmente rilevano queste modificazioni solo in punti specifici, ossia quelli in cui sono posizionati sensori.

Questa nuova tecnica prevede invece un monitoraggio quasi in tempo reale dell’intera struttura con una frequenza e un’accuratezza senza precedenti, come sottolinea anche Pietro Milillo, ricercatore del JPL ed altro autore dello studio. Combinando che questa tecnica con le altre tecniche più “classiche” , il potenziale riguardante le attività di prevenzione dei crolli dei ponti diventerebbe ancora più alto.
Si tratta di un sistema la cui ideazione è stata resa possibile grazie ai grossi progressi relativi alla tecnologia satellitare che si sono avuti negli ultimi anni.

In questo caso i ricercatori hanno utilizzato in maniera combinata i satelliti radar della costellazione COSMO-SkyMed dell’Agenzia spaziale italiana (ASI) e i satelliti Sentinel-1a e 1b dell’Agenzia spaziale europea (ESA).
Grazie ai dati radar di questi satelliti, è possibile costruire un’immagine 3D molto dettagliata e specifica di un ponte o di un qualunque edificio sulla superficie terrestre.

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