
Una nuova interessante ricerca evidenzia che cucinare non solo influisce sulla qualità dell’aria interna, una cosa già accertata da tanti studi precedenti, ma degrada anche l’aria esterna. Il Laboratorio di Scienze Chimiche della National Oceanic and Atmospheric Administration ha scoperto che le emissioni della cucina sono una fonte significativa di inquinamento atmosferico urbano, soprattutto nelle aree con molti ristoranti.
Risultati chiave da Las Vegas
Lo studio ha utilizzato la spettrometria di massa avanzata per misurare i composti organici volatili (COV) a Las Vegas, NV. Ha rivelato che la cucina contribuisce fino al 20% alle emissioni di COV di origine antropica nella città, in netto contrasto con meno dell’1% riportato dagli inventari a livello di contea. Aldeidi a catena lunga come ottanale e nonanale erano particolarmente presenti, in particolare nelle aree densamente popolate di ristoranti.
Implicazioni più ampie e ulteriori ricerche
I risultati suggeriscono che gli inventari delle emissioni esistenti sottostimano l’impatto della cucina sulla qualità dell’aria urbana. I risultati dello studio, che includevano anche dati provenienti da Los Angeles e Boulder, indicano che è necessaria una modellizzazione più accurata delle emissioni della cucina. Questa sottovalutazione ha implicazioni per le normative sulla qualità dell’aria e le politiche di sanità pubblica.
Natura reattiva dei COV della cucina
La ricerca, ha sottolinea anche la natura reattiva dei COV cucinati. Questi composti possono contribuire alla formazione di ozono e aerosol organici secondari, esacerbando l’inquinamento urbano. Lo studio sostiene misurazioni sul campo più complete in altre città per comprendere meglio e mitigare l’impatto delle emissioni della cucina sulla qualità dell’aria.

