Curiosity trova sorprendenti quantità di metano su Marte

Immagine ripresa dalla Navcam del rover curiosity su Marte il 18 giugno (credito: NASA/JPL-Caltech)

È stato definito come un risultato sorprendente quello trovato dal rover Curiosity della NASA su Marte. Si tratta della più grande quantità di metano in un singolo luogo mai trovata durante tutto il corso della missione.

La notizia risulta interessante in relazione alla possibilità dell’esistenza di vita microbica sul suolo o nel sottosuolo marziano in quanto il metano, almeno qui sulla Terra, può essere considerata come una delle tracce della vita.
In ogni caso gli stessi scienziati sanno bene che questo gas può formarsi anche naturalmente, ad esempio con le interazioni tra l’acqua e le rocce, e restano quindi molto cauti.

Sta di fatto che la scoperta ha risvegliato gli interessi di molti, in particolare di quelli che sperano o credono che la vita a livello microbico possa davvero esistere sul pianeta rosso.
I ricercatori, tramite lo spettrometro laser Sample Analysis at Mars (SAM) del rover, sono riusciti a misurare una quantità di metano equivalente a circa 21 parti per miliardo in un singolo volume di unità. Già in passato erano state trovate tracce questo gas su Marte ma questo è il risultato più grosso in termini di misurazioni.

Purtroppo con gli strumenti di Curiosity attualmente non è possibile conoscere alcuna informazione riguardo alla fonte di questo metano.
Ad esempio sarebbe interessante capire la sua età ma in ogni caso sembra già certo che questi livelli sembrano aumentare e diminuire stagionalmente.
Sono state già trovate tracce di pennacchi transitori contenenti metano ma si sa molto poco su di essi e non si conosce neanche la loro durata.

Uno nuovo esperimento da parte dei progettisti e dei ricercatori che lavorano con il Sample Analysis at Mars è in corso di progettazione e dovrebbe avvenire in settimana.
Gli stessi ricercatori sperano di acquisire più informazioni lavorando anche con gli ulteriori dati degli orbiter intorno al pianeta rosso, tra cui il Trace Gas Orbiter dell’Agenzia spaziale europea, che potrebbero essere un’ottima fonte complementare.

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