Deforestazione dell’Amazzonia peruviana: è corsa all’oro, non c’è più tempo per la burocrazia

Credito: Free-Photos, Pixabay, 960806

La deforestazione dell’area amazzonica è certamente legata anche all’estrazione mineraria: lo certifica un nuovo studio condotto da un team guidato da Lisa Naughton, una professoressa di geografia della UW-Madison che ha inteso studiare gli effetti della forestazione legati proprio all’estrazione mineraria in un’area abbastanza sensibile dell’Amazzonia peruviana. Ha poi pubblicato i risultati delle proprie ricerche in uno studio apparso su Environmental Research Letters.[2]

I ricercatori si sono concentrati in particolare in un’area altamente sensibile a livello di biodiversità, quella della Riserva Nazionale di Tambopata in Perù. Hanno analizzato i dati acquisiti dal 2001 al 2014, dati relativi all’estrazione mineraria, in particolare di oro. Innanzitutto hanno constatato che la domanda è aumentata nel corso degli anni e poi si sono resi conto che le strade per l’accesso alle miniere sono penetrate sempre di più nella regione. Anche il numero delle stesse miniere è aumentato. Parallelamente è aumentata la deforestazione, di circa 100.000 acri nel corso del periodo preso in esame.[1]

L’oro è particolare: dato che si trova, almeno nella maggior parte dei casi, sparso nel sedimento sotto il suolo forestale, per estrarlo si deve letteralmente rimuovere la foresta e poi scavare, come spiega Nora Álvarez-Berríos, esperta dell’uso del suolo e degli impatti climatici dell’International Institute of Tropical Forestry che, nel periodo dello studio, studiava alla UW-Madison.
Si tratta di operazioni molto distruttive, praticamente fatte al di fuori della legge e in modo “artigianale”. L’unica possibilità di contrastarla è innanzitutto porla sotto la supervisione del governo per formalizzarne l’attività. Solo in questo modo si può pensare di creare agenzie locali per gestire gli impatti di questa attività e proteggere quelle aree più sensibili a livello ecologico.

“Le autorità peruviane, come le autorità di altri siti della corsa all’oro, hanno rinunciato a cercare di fermare l’estrazione dell’oro. Stanno cercando di confinarlo e contenerlo”, spiega Jessica L’Roe, una professoressa di geografia del Middlebury College che ha partecipato agli studi. “La maggior parte degli studi sulla formalizzazione riguardano principalmente il tentativo di aiutare i poveri, o di renderlo più equo per i poveri. Raramente, quasi mai, per quanto ne sappiamo, questi progetti di formalizzazione sono stati valutati per il loro impatto ambientale”.
Spesso i gruppi di minatori, anche solo dopo aver acquisito un titolo provvisorio, iniziano l’attività senza portare mai a termine o neanche iniziare le valutazioni di impatto ambientale.
La stessa Naughton fa comprendere che non c’è abbastanza tempo da perdere in chiacchiere e burocrazia: “Questa corsa all’oro è esplosiva. Quando avrai diritti pubblici e di proprietà ben regolamentati e trasparenti, la foresta sarà scomparsa”.[1]

Note e approfondimenti

  1. UW researchers investigate mining-related deforestation in the Amazon (IA)
  2. Does formalizing artisanal gold mining mitigate environmental impacts? Deforestation evidence from the Peruvian Amazon – IOPscience (IA) (DOI: 10.1088/1748-9326/abede9)

C’è un errore?

Hai trovato un errore in questa pagina? Segnalacelo!

Disclaimer notizie

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L’autore non è responsabile di altri siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Notizie scientifiche.it usa i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione (Leggi di più)


Dati articolo