Deforestazione in Amazzonia aumenta, 740 km² spariti a maggio nel solo Cerrado

La deforestazione nell’Amazzonia non si arresta, anzi sembra aver accelerato dopo le elezioni presidenziali che hanno visto vincere Jair Bolsonaro. In particolare nel solo mese di maggio l’istituto di ricerca spaziale brasiliano INPE, tramite il proprio sistema di allerta basato sui satelliti denominato DETER, ha registrato la sparizione di 863,51 km quadrati di foresta nella sola zona del Cerrado.

Maggio è un mese particolare: è il primo dei tre mesi durante i quali il disboscamento di quest’area diviene più intenso dopo la stagione delle piogge. Tuttavia c’è stato un aumento rispetto ai 550 km quadrati nel maggio del 2018 e rispetto a quasi la metà del maggio del 2017.
Si tratta senza dubbio di una preoccupante curva al rialzo e se dovesse continuare, come riferisce Claudio Almeida, responsabile del programma di monitoraggio della foresta amazzonica dell’INPE, i risultati potrebbero divenire molto più gravi. Tutto dipenderà dai controlli che ci saranno nei prossimi due mesi.

La preoccupazione degli ambientalisti è comunque generalizzata: nel corso di soli cinque mesi di governo, il nuovo presidente brasiliano, oltre a mostrare un certo scetticismo per quanto riguarda la lotta al cambiamento climatico e dopo aver tagliato il budget utilizzato per far rispettare le leggi ambientali nazionali, ha smantellato diverse agenzie dedite proprio alla conservazione dell’ambiente per favorire una politica di sviluppo regionale, in particolare nel nord del paese.

Una delle agenzie che ha dovuto smettere le proprie funzioni è stata la IBAMA, che già negli anni precedenti era stata privata di fondi ma che ha perso ogni autorità a gennaio quando è stata trasferita al ministero dell’agricoltura.
Per il momento, comunque, il livello di deforestazione dell’Amazzonia rimane ancora al di sotto dei livelli che si sono visti fino ai primissimi anni 2000, quando il Brasile ha cominciato a lanciare campagne massive per salvaguardare la foresta amazzonica. La strada che i vertici del paese hanno però intrapreso da pochi mesi non sembra promettere nulla di buono.

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