Denti insolitamente rotondeggianti scoperti nei primi ittiosauri dopo estinzione del permiano

Ricostruzioni 3D delle mandibole del Cartorhynchus lenticarpus (credito: Doi: 10.1038/s41598-020-64854-z | Scientific Reports)

Dopo l’estinzione di massa del permiano, avvenuta circa 252 milioni di anni fa, uno dei pochi rettili marini a sopravvivere fu l’ittiosauro, un predatore simile simili ad un delfino ma poco si sa come sia avvenuto il passaggio evolutivo dagli ittiosauri pre estinzione a quelli post estinzione.
Un nuovo studio, pubblicato su Scientific Reports comma qualche vuoto riguardo alle informazioni che abbiamo di questi rettili, abbastanza scarse.

I ricercatori hanno sottoposto a scansione il fossile di uno degli ittiosauri vissuti in questo periodo scoprendo che l’evoluzione aveva donato loro degli strani denti rotondeggianti, quasi a forma di ciottolo, in un muso corto.
Secondo i ricercatori questi denti per nulla aguzzi risultavano più utili per schiacciare quello che probabilmente era l’alimento principale degli ittiosauri stessi: lumache e bivalvi ingeriti con tutti i loro gusci.

“Non conosciamo esattamente la progenie degli ittiosauri. Sono rettili e probabilmente arcosauri – vale a dire, sono più strettamente correlati a coccodrilli, dinosauri e uccelli che a lucertole e serpenti – ma anche questo non è sicuro al 100%”, spiega Olivier Rieppel, paleontologo e curatore presso il Field Museum di Chicago, uno degli autori dello studio. “Studiando questi insoliti denti arrotondati di questo ittiosauro, possiamo capire meglio come si sono evoluti questi animali e come erano i loro stili di vita.”

I ricercatori sono interessati soprattutto al Cartorhynchus lenticarpus, un rettile marino ittiosauriforme esistito durante le prime fasi del triassico, dunque poco dopo l’estinzione di massa. Si tratta dell’unica specie conosciuta del genere Cartorhynchus e uno degli ittiosauri più piccoli mai scoperti.
Lungo poco più di 30 cm, questo animale marino aveva articolazioni flessibili all’altezza degli arti e ciò suggerisce che fosse in grado di uscire non solo dall’acqua ma anche di spostarsi agilmente sulla terraferma. Probabilmente era solito vivere vicino alla riva e qui raccoglieva invertebrati come bivalvi e lumache per mangiarli.

Inizialmente, i ricercatori pensavano che il Cartorhynchus non avesse praticamente denti e che si alimentasse tramite la tecnica della spirazione (aspirava grosse quantità di acqua con tutte le piccole prede che potevano capitare all’interno).
Tuttavia proprio negli ultimi anni gli scienziati hanno capito che questo rettile aveva invece dei denti e che poteva essere considerato un predatore classico.

Questo studio conferma questo forte sospetto: le scansioni tomografiche mostrano denti nascosti nel cranio, denti tra l’altro dalla forma insolita, rotondeggianti e simili a ciottoli. Questi denti dalla forma più strana sembrano trovarsi nella parte posteriore della mascella, dove noi abbiamo i molari, e probabilmente erano usati proprio per schiacciare i gusci di piccoli vertebrati che raccoglievano.
Questo tratto dei denti arrotondati, hanno poi scoperto i ricercatori, si è sviluppato in più specie di ittiosauri a differenza di molti altri primi ittiosauri che restarono con denti appuntiti a forma di cono.

Proprio in questo periodo diverse famiglie di ittiosauri cominciarono infatti a formarsi a livello evoluzionistico anche grazie al fatto che, dopo la grossa estinzione, erano rimaste molte nicchie da “riempire”: “Dopo l’estinzione di massa, il biota marino era quasi vuoto e pronto per essere ricolonizzato”, spiega ancora Rieppel.

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