Descritto nuovo rettile marino simile a ornitorinco vissuto 250 milioni di anni fa

Rappresentazione artistica del Eretmorhipis carrolldongi rettile marino estinto (credito: Gianluca Danini)

Un rettile marino, denominato Eretmorhipis carrolldongi (genere: Eretmorhipis, famiglia: Hupehsuchia), descritto già una prima volta nel 2015, è stato più approfonditamente analizzato grazie allo studio di nuovi fossili. La ricerca è apparsa su Scientific Reports. Si tratta di un animale assomigliante all’odierno ornitorinco vissuto 250 milioni di anni fa nei mari poco profondi della regione che oggi appartiene alla Cina.
L’Eretmorhipis vantava infatti il tipico becco dell’ornitorinco. Il suo corpo era lungo circa 70 cm ed era lungo e rigido con una testa piccola e degli occhi piccoli. Oltre a ciò vantava quattro pinne che utilizzava per nuotare e in generale per governare i movimenti. Varie placche ossee, visibili anche dall’esterno del corpo, correvano poi lungo la schiena.

Non si tratta di una vera e propria scoperta: l’Eretmorhipis era già conosciuto ma solo grazie a qualche fossile parziale senza testa. Attraverso due nuovi fossili, però, i ricercatori sono riusciti a studiare e a identificare la forma del cranio e varie caratteristiche, tra cui un grande buco nelle ossa che componevano il becco.
L’animale si nutriva probabilmente di gamberetti, vermi ed altri piccoli animali marini vertebrati e si evolse approfittando dell’estinzione di massa della fine del permiano.

Non era un abile nuotatore e, come gli stessi ricercatori fanno notare, probabilmente oggi non sarebbe sopravvissuto a causa della presenza di molti predatori che al suo tempo non esistevano ancora.
L’animale viveva in in una zona caratterizzata da mari poco profondi, una sorta di grande laguna che si estendeva su una piattaforma carbonatica per centinaia di km. Un ambiente in cui vivevano altri due rettili marini del gruppo dei saurotterigi, l’Hanosaurus hupehensis e il Keichousaurus yuananensis oltre ad un ittiosauriforme, il Chaohusaurus zhangjiawanensis.

Il cranio e la mandibola dell’Eretmorhipis carrolldongi (credito: L. Cheng et al, Scientific Reports)
Primo esemplare quasi completo del raro Eretmorhipis carrolldongi (credito: L. Cheng et al, Scientific Reports)

Fonti e approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo


Resta aggiornato su Facebook