Determinata età e sesso di autori di pitture rupestri analizzando impronte digitali: è la prima volta

Figure rupestri del sito di Los Machos: i ricercatori sono riusciti a rilevare i dettagli delle impronte digitali (credito: DOI: 10.15184/aqy.2020.140 | Antiquity | Cambridge Core)

Lo studio delle impronte digitali preistoriche, detto anche paleodermatoglifia, è stato applicato per la prima volta con successo dagli scienziati dell’Università di Granada per determinare l’età nonché il sesso degli autori di alcune pitture rupestri trovate nel rifugio roccioso di Los Machos, Spagna.

Analizzate 32 figure dipinte tra 7000 e 5000 anni fa

Gli scienziati dell’Università spagnola, in collaborazione con altri scienziati internazionali, spiegano, in uno studio pubblicato sulla rivista Antiquity, di aver infatti analizzato 32 figure dipinte in questo sito tra 7000 e 5000 anni fa soffermandosi soprattutto sulle impronte digitali appartenuti a due diversi individui.
Alcune impronte erano di un maschio adulto con un’età superiore ai 36 anni, le altre erano di una giovane donna o più probabilmente di un giovane individuo (maschio e femmina).

Pittori non appartenenti ad una sola fascia sociale

Il fatto che si possano acquisire dati di questo genere dalle impronte digitali rilasciate sulla roccia millenni prima delle analisi apre la strada ad una nuova interpretazione e ad un nuovo ramo di studio della stessa arte rupestre. Queste tipologie di analisi, come spiega Francisco Martínez Sevilla, ricercatore dell’UGR e dell’Università di Alcalá de Henare, uno degli autori dello studio, potrebbero fare meglio luce sul contesto sociale in cui la stessa pittura rupestre veniva prodotta e quali membri della comunità coinvolgeva direttamente.
Già questi primi dati mostrano un importante informazione: le persone che disegnavano queste figure sulle rocce non erano limitate ad una particolare fascia sociale legata all’età o al genere sessuale.

Paleodermatoglifi: impronte digitali trovate in siti archeologici

I paleodermatoglifi sono letteralmente impronte digitali trovate in siti archeologici. Possono essere rappresentate da impronte della pelle lasciate in maniera accidentale oppure anche in maniera deliberata su materiali diversi, in questo caso pareti di grotte preistoriche, più spesso su superfici di natura ceramica.
A volte queste impronte possono essere molto ben conservata tanto che qualche volta è possibile eseguire anche analisi delle creste papillari, ossia quelle creste della pelle in rilievo intervallate da altrettante scanalature che si trovano soprattutto sul polpastrello. L’analisi di questi piccoli particolari può infatti determinare il sesso dell’individuo nonché anche la fascia di età.

Informazioni molto preziose

Con il passare degli anni, anche se impronte digitali non cambiano, cambia un po’la distanza tra le stesse creste che aumenta stabilizzandosi intorno ad una certa età. Proprio questo non è possibile capire una fascia di età relativamente precisa ma si possono solo fare stime con larghi intervalli di probabilità, informazioni che comunque restano molto preziose in determinati contesti.
Queste informazioni, infatti, possono fornire una visione del contesto sociale in cui le stesse pitture o opere sono state realizzate. Ad esempio è più facile capire, acquisendo questi dati, se queste figure sono il risultato di un’espressione individuale oppure create in sinergia con i vari membri della comunità, ad esempio per uno scopo rituale.

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