Diabete e insufficienza cardiaca, nuovo farmaco abbassa rischio di ospedalizzazione

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Credito: Roman Zaiets, Shutterstock, ID: 556510504

I nuovi farmaci SGLT-2i per il diabete di tipo 2 sembrano ridurre il rischio di ospedalizzazione per i soggetti che soffrono anche di insufficienza cardiaca secondo quanto riferisce un nuovo comunicato del Brigham and Women’s Hospital.[1] Il comunicato fa riferimento ad un nuovo studio che è invece apparso su Annals of Internal Medicine.[2]

Effetti sulla salute cardiovascolare degli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT-2i)

I ricercatori hanno analizzato gli effetti sulla salute cardiovascolare degli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT-2i) in un gruppo di persone adulte con diabete di tipo 2 notando in particolare un rischio più basso di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca nel gruppo che veniva sottoposto alla sommissione del farmaco rispetto al gruppo che usava solo una sostanza placebo.[1]

L’esperimento

Un gruppo di 8613 paziente veniva trattato con SGLT-2i mentre un altro di 17.226 pazienti veniva trattato con metformina, un farmaco più diffuso e considerato “di prima linea” per quanto riguarda i trattamenti antidiabetici rispetto agli SGLT-2i.[1]

Scoperte

I ricercatori scoprivano che i componenti del gruppo SGLT-2i mostravano rischi di infarto del miocardio, di ictus e di mortalità per tutte le cause simili a quelli dei componenti del gruppo della metformina. Notavano, inoltre, nel gruppo SGLT-2i un rischio di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca più basso rispetto al gruppo della metformina. Anche per quanto riguarda gli eventi avversi si avevano risultati simili tra i due gruppi eccezion fatta per un rischio più alto di infezioni genitali del gruppo SGLT-2i rispetto al gruppo della metformina.[1]

HoJin Shin, ricercatrice della Divisione di Farmacoepidemiologia e Farmacoeconomia al Brigham, l’autrice principale dello studio, spiega che questi risultati suggeriscono che la classe di farmaci SGLT-2i può essere considerata come un trattamento di prima linea per i pazienti con diabete di tipo 2 e con malattie vascolari o per quelli che sono “ad aumentato rischio di eventi cardiovascolari”. In ogni caso la ricercatrice ritiene che altri studi clinici randomizzati oppure osservazionali dovrebbero essere condotti per capire meglio quale gruppo di pazienti può trarre il beneficio migliore dall’utilizzo di farmaci SGLT-2i come trattamento di prima linea.[1]

Note e approfondimenti

  1. Newer class of type 2 diabetes drugs decrease | EurekAlert!
  2. Cardiovascular Outcomes in Patients Initiating First-Line Treatment of Type 2 Diabetes With Sodium–Glucose Cotransporter-2 Inhibitors Versus Metformin: A Cohort Study: Annals of Internal Medicine: Vol 0, No 0 (DOI: 10.7326/M21-4012)

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