Dieta chetogenica protegge cervelli dei moscerini da commozioni cerebrali

Secondo un team di ricercatori la versione per la mosca della frutta della dieta chetogenica degli umani, un regime di dieta che può essere usato anche per perdere peso, può essere molto utile per questo animale per ridurre l’aggressività dopo le commozioni cerebrali.
È di questo parere un gruppo di ricerca dell’Università del Connecticut che ha pubblicato uno studio su Frontiers in Neuroscience.

Gli studi sulle commozioni cerebrali stanno diventando sempre più numerosi da quando è scoppiato una sorta di scandalo per quanto riguarda gli impatti del football americano sugli atleti professionisti, impatti che per molti di questi atleti sembrano aver provocato danni permanenti al cervello.
E dato che gli stessi trattamenti per la commozione cerebrale sono piuttosto scarsi, come ammette Derek Lee, un ricercatore impegnato nello studio, ricerche come queste potranno rivelarsi molto utili e non fini a loro stesse come potrebbe sembrare.

Secondo lo stesso Lee, che ha lavorato insieme al neurobiologo Geoff Tanner, le commozioni cerebrali possono uccidere le cellule cerebrali attraverso la cosiddetta eccitotossicità. Quest’ultimo è un fenomeno che vede le cellule eccitarsi eccessivamente proprio a causa delle lesioni a degli impatti al cranio e consumare tutto il glucosio, una sostanza che serve loro per produrre l’energia. Ciò le porta dunque alla morte.

Tuttavia lo stesso glucosio non è l’unica fonte di energia delle cellule cerebrali: esse possono funzionare anche grazie ai cosiddetti corpi chetonici prodotti dai grassi. Possono metabolizzarli al posto del glucosio e possono restare più “calme”, prevenendo ad esempio le convulsioni e, nel caso delle commozioni cerebrali, anche il fenomeno dell’eccitotossicità.

Proprio per dimostrare questa teoria i ricercatori hanno eseguito esperimenti sui moscerini della frutta. Hanno preso diversi esemplari maschi e li hanno inseriti in un particolare dispositivo che simulava l’impatto traumatologico alla testa che può avere un essere umano a cui viene diagnosticata una commozione cerebrale.

Dopo queste ripetute lesioni cerebrali i ricercatori hanno diviso i moscerini in due gruppi: uno alimentato con una normale dieta a base di carboidrati e l’altro alimentato con una dieta integrata con beta-idrossibutirrato, un corpo chetonico, dunque una dieta molto vicina a quella che può essere considerata la dieta chetogenica per gli esseri umani.

I moscerini del primo gruppo, quelli della dieta tradizionale, erano più aggressivi tra di loro quando venivano messi di fronte ad un esemplare femmina rispetto ai maschi del secondo gruppo alimentati con dieta chetogenica.
Secondo i ricercatori una dieta del genere può funzionare come un trattamento per proteggere le cellule cerebrali ferite e per aiutarle a riprendersi, almeno nei moscerini della frutta.
Ora i ricercatori intendono capire se effetti del genere potrebbero avvenire anche per quanto riguarda le commozioni cerebrali negli esseri umani.

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