Dieta paleolitica funziona di più per donne in sovrappeso dopo menopausa

Le donne in sovrappeso che hanno superato la menopausa possono ottenere maggiori vantaggi dalla dieta paleolitica, definita anche come “dieta paleo”, rispetto ad altre fasce di popolazione. Sempre secondo la stessa ricerca, anche i rischi di malattie cardiovascolari e di diabete di tipo 2 diminuirebbero.
La dieta paleolitica prevede l’assunzione di cibo con un alto apporto di proteine e grassi insaturi e con un basso indice glicemico. La dieta paleolitica consiste essenzialmente nel consumo di verdure, pesce, pollame, carni magre, uova, crostacei, noci, semi, olio e frutta.

La ricerca, effettuata all’Università Umeå in Svezia, ha analizzato, nel corso di due anni, 70 donne in posta menopausa con indice di massa corporea superiore a 27, essenzialmente donne in sovrappeso. Una metà dei campioni seguiva la classica dieta nordica o scandinava, l’altra metà seguiva la dieta paleolitica.
Secondo i risultati, entrambi i gruppi perdevano peso ma mentre le donne che seguivano la più classica (almeno in Svezia) dieta nordica passavano, in media, da 86 a 80 chili, quelle che sostenevano una dieta paleolitica passavano da 87 a 78 chili, per una diminuzione di peso effettiva più sostanziale.

Oltre a questo, è stato notato che la riduzione del peso portava, tra le donne che seguivano la dieta paleolitica, una netta riduzione del grasso addominale malsano e di acidi grassi nel sangue, fattore questo importante per contrastare lo sviluppo del diabete di tipo 2 nonché delle malattie cardiovascolari.
Secondo Caroline Blomquist, l’autrice della ricerca, “lo studio dimostra che la dieta paleolitica con un’alta percentuale di grassi insaturi era più salutare per questo gruppo di donne, anche se le raccomandazioni sulla nutrizione nordica avevano anche effetti positivi sulla salute”.

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