Dieta ricca di polifenoli e intestino degli anziani, la scoperta nel nuovo studio

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I polifenoli sono composti chimici fenolici presenti soprattutto nel regno vegetale, prodotti in particolare dal metabolismo delle piante. Sempre più studi nel corso degli ultimi anni stanno sottolineando quanto possano essere importanti per la salute umana quando acquisiti tramite l’alimentazione. Diversi studi ne hanno sottolineato gli effetti benefici a livello infiammatorio, cardiovascolare e neurodegenerativo. Sono presenti in molti vegetali come frutti, legumi e bacche così come nei prodotti derivati come vino, cioccolato e te.[1]

Dieta particolarmente ricca di polifenoli

Secondo un nuovo studio pubblicato su Clinical Nutrition, [2] una dieta particolarmente ricca di polifenoli può essere di beneficio per la permeabilità intestinale nelle persone più anziane, come spiega uno nuovo articolo presentato sul sito dell’Università di Barcellona.[1]
I ricercatori hanno condotto il proprio studio su persone con un’età superiore ai 60 anni che avevano dovuto seguire una dieta ricca di polifenoli per un periodo di otto settimane. Tra gli alimenti assunti dai partecipanti allo studio c’erano, per esempio, tre porzioni giornaliere di cacao, mele, cioccolato fondente, mirtilli rossi, tè verde, arance e succo di melograno.[1]

Riduzione della permeabilità intestinale e cambiamenti nel microbioma

I ricercatori scoprivano che i soggetti che portavano avanti la dieta ricca di polifenoli, rispetto ai soggetti del gruppo di controllo, potevano contare su una riduzione della permeabilità intestinale e su cambiamenti nel microbioma intestino, l’insieme di tutti i batteri dell’intestino umano.
In particolare la dieta ricca di polifenoli produceva un aumento dei metaboliti sierici correlati ai polifenoli. Per esempio la teobromina e la metilxantina, due composti derivati dal cacao e dal tè verde, sembravano svolgere un ruolo positivo sui batteri che producono butirrato, un importante acido grasso che fa funzionare la flora intestinale, e sulla zonulina, una proteina che ha un ruolo nella permeabilità intestinale. [1]

Permeabilità intestinale

La permeabilità intestinale descrive il livello di selettività della barriera dell’intestino e quindi la capacità di filtrazione di tutto il materiale che può introdursi nel tratto gastrointestinale tramite le cellule che rivestono la stessa parete intestinale. Un certo numero di nutrienti deve passare attraverso l’intestino, che quindi deve avere un certo livello di permeabilità, ma l’intestino stesso deve comunque poter contare su una funzione di “barriera” per impedire l’intrusione di sostanze dannose. Se la permeabilità intestinale aumenta troppo, essa può essere collegata a diverse malattie anche se questo stesso collegamento e la causa-effetto ancora non sono molto chiari.[3]
Secondo Cristina Andrés-Lacueva, professoressa della Facoltà di Farmacia e Scienze alimentari e una delle autrici dello studio, assumere più verdura, frutta e alimenti con polifenoli potrebbe essere molto utile per contrastare quei danni naturali alla per malleabilità intestinale che avvengono con l’invecchiamento.[1]

Note e approfondimenti

  1. Polyphenol-rich diets improve leaky gut syndrome in the elderly – Universitat de Barcelona (IA)
  2. Crosstalk among intestinal barrier, gut microbiota and serum metabolome after a polyphenol-rich diet in older subjects with “leaky gut”: The MaPLE trial – Clinical Nutrition (IA) (DOI: 10.1016/j.clnu.2021.08.027)
  3. Intestinal permeability – Wikipedia in inglese (IA)

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