Difetto del setto ventricolare riparato meno riduce capacità di esercizio fisico

Cuore con difetto del setto ventricolare (credito: Patrick J. Lynch, CC BY 2.5, via Wikimedia Commons)

Un team di ricercatori ha scoperto che un particolare difetto cardiaco congenito può ridurre la capacità di fare dell’esercizio fisico quando si invecchia anche se è stato trattato, ad esempio con intervento chirurgico. Nello studio, pubblicato sul Journal of the American Heart Association, viene descritto infatti il difetto del setto ventricolare, una patologia che vede la presenza di un foro nel setto ventricolare, ossia la parete che separa le camere di pompaggio del cuore, condizione che riduce la capacità del cuore di pompare sangue ricco di ossigeno che vada a sostituire l’ossigeno che si spende durante uno sforzo fisico.

Questa patologia può essere trattata chirurgicamente ma in molti casi non viene trattata perché ritenuta innocua se il foro è più piccolo. È già noto che i soggetti con questo difetto del setto ventricolare possiedono capacità ridotte a livello fisico rispetto ai coetanei senza questo difetto congenito tuttavia non era ancora chiaro se questa minore capacità di esercizio poteva degenerare con l’avanzamento degli anni.
I ricercatori provenienti dalla Danimarca hanno svolto uno studio su soggetti con un’età pari o superiore a quarant’anni, con difetti del setto ventricolare trattati a livello chirurgico oppure no. Tutte le persone mostravano capacità di esercizio minore rispetto alle persone coetanee senza questo difetto, indipendentemente dall’avvenuto trattamento.

“Questi risultati sottolineano l’importanza di mantenere gli adulti con difetti del setto ventricolare nei programmi di follow-up e di includere test da sforzo nella valutazione del loro potenziale deterioramento della capacità funzionale”, spiega Marie Maagaard, una ricercatrice dell’Università di Aarhus, Danimarca.
Per valutare le differenze nella capacità di esercizio i ricercatori hanno fatto svolgere ai soggetti diversi test da sforzo cardiopolmonare confrontando poi risultati degli stessi test svolti da persone sane della stessa età e dello stesso sesso.
Scoprivano che la capacità di esercizio era inferiore nei pazienti che avevano subito una riparazione del setto ventricolare del 29% per quelli più anziani e del 18% per quelli più giovani, rispetto alle loro controparti sane.

I soggetti più anziani con difetto del setto ventricolare che non avevano subito riparazione mostravano capacità più bassa del 21% mentre i soggetti più giovani con la stessa patologia non riparata mostravano una capacità più bassa del 17%, sempre rispetto a soggetti senza la patologia e coetanei.
Nel complesso dunque i ricercatori scoprivano che tutti i soggetti con difetto del setto ventricolare, sia quelli che avevano subito la riparazione che quelli che non avevano subito alcun trattamento, mostravano abbastanza nettamente una capacità di esercizio inferiore rispetto alle persone senza questo difetto.

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