Differenze culinarie sorprendenti tra popolazioni del Baltico di 6-7000 anni fa

Mappa delle posizioni dei cacciatori-raccoglitori (cerchi pieni) e dei primi siti agricoli (cerchi aperti) analizzati dai ricercatori. In vari colori l'estensione dei diversi gruppi di cacciatori-raccoglitori: rosso, Ertebølle; blu, Dąbki; giallo, Baltico sud-orientale e Neman; verde, Narva) (credito: doi: 10.1098/rsos.192016 | Royal Society Open Science

Notevoli differenze culinarie sono state trovate da un team di ricercatori per quanto riguarda le popolazioni di cacciatori-raccoglitori che vivevano nell’area del Baltico tra 7500 e 6000 fa. Analizzando i reperti provenienti da 61 diversi siti archeologici della regione baltica, i ricercatori hanno trovato contrasti che differiscono come “sorprendenti” nelle pratiche culinarie tra questi diversi gruppi che, oltre a non essere molto distanti tra loro a livello geografico utilizzavano più o meno le stesse risorse che trovavano in natura, dai pesci marini fino alla carne di foca o di castoro come quella di cinghiale, di orso o di cervo.

Secondo i ricercatori ciò è da spiegare nel fatto che queste prime forme di gusti culinari, se non di vere proprie culture culinarie, erano dettati non tanto dalle risorse a disposizione, abbastanza simili, ma dalle tradizioni e dalle abitudini dei diversi gruppi culturali, tutto sommato divisi tra loro nonostante la vicinanza.
“Le persone sono spesso sorprese nell’apprendere che i cacciatori-raccoglitori hanno usato la ceramica per conservare, elaborare e cucinare cibo, poiché il trasportare ingombranti vasi di ceramica sembra incompatibile con uno stile di vita nomade. Il nostro studio ha esaminato l’utilizzo di questa ceramica e ha trovato prove di una ricca varietà di cibi e tradizioni culinarie in diversi gruppi di cacciatori-raccoglitori”, spiega Harry Robson del Dipartimento di Archeologia dell’Università di York, l’autore principale dello studio.

Tra le varie tracce che hanno trovato anche quelle, abbastanza inattese e trovate in vasi di ceramica, relative alla preparazione di prodotti lattiero-caseari, cosa che mostra anche una forma di sussistenza tramite l’allevamento, aspetto che è importante per quanto riguarda la nostra comprensione del passaggio da uno stile di vita da cacciatore-raccoglitore ad uno stile di vita più “sedentario” basato sull’agricoltura e sull’allevamento. Probabilmente questi prodotti venivano scambiati tra i vari gruppi.
Lo studio è stato pubblicato su Royal Society Open Science ed è stato finanziato anche dal Consiglio Europeo della Ricerca tramite una sovvenzione al British Museum.

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