Difficoltà nella deglutizione dopo intervento alla colonna vertebrale può persistere secondo studio

Credito: Anatta_Tan, Shutterstock, ID: 1638333982

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Advances in Communication and Swallowing
[2] suggerisce che, sebbene nella maggior parte dei casi spariscano dopo un paio di mesi, le difficoltà nella deglutizione dopo un intervento chirurgico alla colonna vertebrale possono a volte persistere.

Chirurgia del rachide cervicale anteriore

I ricercatori si riferiscono alla chirurgia del rachide cervicale anteriore (anterior cervical spine surgery, ACSS). Dopo quest’operazione chirurgica, infatti, come riferisce il comunicato,[1] più del 70% dei pazienti soffre di disfagia entro un periodo di due settimane.
“Vediamo molti pazienti che soffrono di questo problema dopo l’ACSS”, spiega Ashli K. O’Rourke, la ricercatrice della Medical University of South Carolina, Charleston, che ha guidato il team di studio. Secondo la ricercatrice la stessa difficoltà nel deglutire può durare anche più di 2 mesi “ma spesso non è correlata agli attuali test gold standard. Questa può essere una situazione frustrante per i pazienti a cui non viene fornita alcuna spiegazione specifica per i loro reclami”.[1]

Diversi pazienti mostravano difficoltà significativamente maggiori nella deglutizione

I ricercatori hanno scoperto, infatti, che durante la fase iniziale del recupero, dopo l’operazione, diversi pazienti mostravano difficoltà significativamente maggiori nella deglutizione e un’incidenza maggiore di materiale che finiva nei polmoni tramite l’aspirazione (rispetto ai pazienti nella fase più avanzata del recupero oppure rispetto ai soggetti sani). La maggior parte dei pazienti dopo 2 mesi dall’operazione riusciva a tornare ad una dieta normale.[1]

Spessore dei tessuti della gola e del collo

I ricercatori notavano anche che lo spessore dei tessuti della gola e del collo risultava maggiore nei pazienti che avevano subito l’intervento chirurgico rispetto ai soggetti sani. Scoprivano, inoltre, che l’aumentato spessore, a livello cronico, dei tessuti del collo non poteva essere collegato, nei test radiografici, a determinate menomazioni che potevano spiegare i sintomi della disfagia. “Una sana deglutizione è parte integrante della vita mantenendo la nutrizione. Tuttavia, mangiare è anche un’attività molto sociale, quindi i pazienti con disfagia possono soffrire di isolamento e scarsa qualità della vita in tanti aspetti. Qualsiasi ricerca traslazionale che possa aiutare a migliorare gli esiti della disfagia per questi pazienti può aiutare a migliorare la loro qualità di vita”, spiega ancora O’Rourke.[1]

Note e approfondimenti

  1. Alphagalileo > Item Display
  2. Characterization of dysphagia following anterior cervical spine surgery – IOS Press (DOI: 10.3233/ACS-210034)

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