Digitalizzazione di dati, è possibile usare skyrmioni insieme agli antiskyrmioni

Stabilizzazione indotta dal campo di antiskyrmioni in materiale 2D (credito: Doi: 10.1038/s41467-020-14925-6 | Nature Communications)

Già qualche ricerca in passato ha mostrato che gli skyrmioni magnetici, quasiparticelle previste teoricamente e osservate sperimentalmente fatte di piccoli vortici nanoscopici esistenti in speciali materiali magnetici, potrebbero essere utilizzati per conservare dati digitali. Questi ultimi potrebbero essere decodificati in base alla presenza o all’essenza di una determinata sequenza lungo la banda magnetica.

Ora un team di ricercatori provenienti da istituti tedeschi ha scoperto che skyrmioni e antiskyrmioni possono coesistere e ciò potrebbe rendere possibile una forte espansione della capacità di archiviazione di un sistema del genere.
Nello studio, pubblicato su Nature Communications, si prende infatti in considerazione la possibilità di memorizzare i dati digitali tramite circuiti magnetici fatti di strisce magnetiche nanoscopiche in cui i dati vengono codificati in nano-oggetti magnetici, sostanzialmente in base alla loro presenza o alla loro assenza in specifiche posizioni.

Il nano-oggetto da utilizzare potrebbe essere lo skyrmione, un piccolo vortice di magnetizzazione che risulta estremamente stabile. Questi piccoli oggetti nanoscopici possono essere “scritti”, eliminati, letti e spostati dalle correnti magnetiche.
Ora i ricercatori hanno scoperto che skyrmioni e antiskyrmioni, vortici magnetici opposti, possono coesistere, in determinate condizioni, nella stessa tipologia di materiale.

Ciò avviene ad una temperatura di tradizione critica. Si tratta di una scoperta che potrebbe consentire una versione avanzata di una tipologia di archiviazione digitale, quella basata sugli skyrmioni, di per sé già futuristica. Una sequenza di bit, ad esempio, potrebbe essere codificata da una sequenza di skyrmioni (1) e anti skyrmioni (0).

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook