Digiuno aumenta metabolismo e contribuisce a invertire invecchiamento

Il digiuno, che mette il corpo in "modalità fame", porta alla sostituzione del carburante, all'antiossidazione, all'aumentata attivazione mitocondriale e alla trasduzione del segnale alterata (credito: OIST)

Il digiuno può portare, in taluni casi e se affrontato con attenzione, a diversi benefici e ciò è stato dimostrato anche a livello scientifico, tanto che, in base a questo concetto, sono nate anche le cosiddette “diete del digiuno”.
Una nuova ricerca, realizzata da un gruppo di scienziati dell’Okinawa Institute of Science and Technology Graduate University (OIST) e dell’Università di Kyoto, conferma che il digiuno, ossia il rinunciare al cibo completamente o quasi completamente per un determinato numero di ore, può aumentare l’attività metabolica, può generare antiossidanti e in generale può contribuire a invertire alcuni effetti dell’invecchiamento.

Lo studio, che è apparso su Scientific Reports, si basa sostanzialmente sull’analisi del sangue prelevato da quattro individui rimasti a digiuno per quasi due giorni e mezzo. Monitorando il cambiamento dei livelli dei metaboliti, i ricercatori scoprivano 44 metaboliti, di cui 30 precedentemente non riconosciuti e in generale un aumento dei metaboliti sostanziale in tutti i soggetti dopo 58 ore di digiuno.
Dato che questi metaboliti sono fondamentali per il mantenimento dell’attività muscolare e per l’attività degli antiossidanti, questa scoperta suggerisce che il digiuno potrebbe aiutare ad aumentare la longevità, come afferma chiaramente anche Takayuki Teruya, primo autore della ricerca: “Questo risultato suggerisce la possibilità di un effetto ringiovanente tramite il digiuno, che non era noto fino ad ora.”

Tra le altre cose, i ricercatori hanno trovato anche un aumento globale delle sostanze prodotte dal ciclo dell’acido citrico, un processo durante il quale viene rilasciata l’energia immagazzinata nei legami chimici di carboidrati, delle proteine e dei lipidi.
Tuttavia potrebbe non essere necessario, secondo i ricercatori, dover rinunciare per forza al cibo per 2-3 giorni: in futuro potrebbe essere possibile simulare questi cambiamenti metabolici, se studiati a fondo e con più accuratezza tramite studi ben più ampi, con altri mezzi.

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