Digiuno, scoperta sorprendente dei ricercatori in esperimenti sui topi

Credito: Comfreak, Pixabay, 2041192

Come spiega un comunicato emesso oggi sul sito dell’Università del Wisconsin a Madison, un team di ricercatori ha compiuto interessanti esperimenti sui topi in relazione al digiuno e alla restrizione calorica. Innanzitutto hanno scoperto che il digiuno, combinato con la restrizione calorica, sostanzialmente il mangiare di meno, prolungava la durata della vita degli animali. Scoprivano inoltre altre interessanti cose. Lo studio è stato pubblicato su Nature Metabolism.[2]

Per i topi la sola dieta non basta: ci vuole il digiuno

Scoprivano per esempio il digiuno può migliorare il livello di glicemia e il metabolismo epatico ma probabilmente la cosa più interessante risiedeva nel fatto che i topi che, nel corso degli esperimenti, assumevano meno calorie, e quindi si mettevano “a dieta”, ma che non praticavano periodicamente il digiuno, morivano prima di topi che potevano mangiare quanto volevano.
Quest’ultimo dato in particolare suggerisce, come riferisce il comunicato, che la sola restrizione calorica e quindi il solo stare a dieta non apporta poi questi grandi vantaggi, soprattutto se paragonati con i vantaggi di una dieta accoppiata con il digiuno.[1]

L’esperimento

E da diversi anni che gli scienziati si stanno interessando al tema del digiuno in quanto sempre più studi stanno confermando che, in effetti, può avere netti benefici a patto che si tratti di un digiuno “controllato” oltre che periodico.
Per eseguire una ricerca più completa rispetto alle altre fatte in precedenza, i ricercatori hanno diviso i topi in quattro gruppi. I topi del primo potevano mangiare quanto volevano e quando volevano. I topi del secondo potevano lo stesso quantitativo di pasti ma dovevano farlo in un breve periodo di tempo e quindi dovevano restare digiuni per buona parte della giornata ma senza una generale riduzione delle calorie.
I topi del terzo e del quarto gruppo ricevevano, invece, il 30% in meno di calorie e potevano mangiare una volta al giorno oppure varie volte nell’arco della giornata.[1]

Topi che mangiavano di meno ma non digiunavano perdevano molti benefici

I ricercatori scoprivano che molti di quei benefici che ricerche precedenti avevano attribuito alla sola resezione calorica, come il controllo migliore della glicemia, un utilizzo migliore di grassi per la produzione di energia, un certo livello di protezione dalla fragilità durante la vecchiaia e la durata più lunga della vita, richiedevano anche il digiuno. I topi che mangiavano meno calorie ma che mangiavano più volte durante la giornata, e che quindi non erano sottoposti ad un digiuno, non mostravano, infatti, molti di questi effetti positivi.[1] I topi che mangiavano solo di meno e che non digiunavano morivano, in media, otto mesi prima dei topi che mangiavano di meno ma che digiunavano.[1]

Risultati sorprendenti

Secondo Dudley W. Lamming, uno degli autori dello studio, si è trattato di risultati sorprendenti: “Oltre alla loro vita più breve, questi topi erano peggiori in alcuni aspetti della fragilità, ma migliori in altri. Quindi, a conti fatti, la loro fragilità non è cambiata molto, ma non sembravano così sani”.[1]
Secondo i ricercatori se questi risultati venissero confermati anche per gli esseri umani in futuro, ci si dovrebbe concentrare molto di più sul mettere a punto nuovi farmaci che imitino gli effetti del digiuno piuttosto che farmaci che imitino l’effetto di un apporto minore di calorie.[1]

Note e approfondimenti

  1. Fasting is required to see the full benefit of calorie restriction in mice (IA)
  2. Fasting drives the metabolic, molecular and geroprotective effects of a calorie-restricted diet in mice | Nature Metabolism (IA) (DOI: 10.1038/s42255-021-00466-9)

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