Digrignamento dei denti più diffuso a causa dello stress legato alla pandemia

Il digrignamento dei denti, spesso associato al nervosismo e all’insofferenza, sta aumentando a causa della pandemia da COVID-19: è questo quanto dichiarano i dentisti americani secondo un articolo del Philadelphia Inquirer. Il fenomeno di digrignamento o di serraggio eccessivo dei denti, conosciuto anche come bruxismo, può arrivare a consumare lo strato di smalto che come i denti stessi che fa da protezione. Ciò aumenta il rischio di fratture di denti e, nei casi più gravi, di perdita degli stessi. Può in ogni caso causare dolore più o meno forte ai muscoli che circondano la mascella.

Si tratta dunque di una vera proprio “ondata” di bruxismo provocata dallo stress causato dalla pandemia quello che molti dentisti americani hanno osservato negli ultimi mesi. Secondo Thomas Sollecito, un esperto di medicina orale dell’Università della Pennsylvania, non è una sorpresa in quanto lo stress e i livelli di angoscia causati proprio dalla pandemia in corso influenzano vari aspetti della salute e tra questi ci sono il sonno e il digrignamento dei denti.
Nelle persone che già soffrono di questa condizione, la frequenza e l’intensità stessa del serraggio delle mascelle può aumentare ancora di più durante le fasi di stress più acuto.

Di solito digrignare o stringere i denti per troppo tempo o in maniera eccessiva provoca un particolare mal di testa da tensione nella zona posteriore della testa oppure un dolore sordo, come se fosse una pressione, sulla fronte, spiega ancora Sollecito. Inoltre lo stesso dolore dei muscoli delle mascelle può a sua volta causare mal di testa temporali, ossia quei mal di testa che si fanno sentire soprattutto sulle tempie.
Nei casi più seri si può indossare una mascherina, soprattutto durante il sonno, per ridurre l’intensità del digrignamento ma nei casi più gravi si può agire anche chirurgicamente con un’operazione di artroscopia dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM).

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