Disfunzione erettile dopo prostatectomia radicale, nuovo farmaco rigenera nervi

Neuroni coltivati ​​in capsule di Petri e trattati con siRNA di controllo (inattivo) (a sinistra) o con il farmaco siRNA stesso (siRNA FL2) (a destra) (credito: Lisa Baker, Ph.D./Courtesy Albert Einstein College of Medicine)

Un nuovo farmaco topico che ripristina i nervi erettili danneggiati dopo prostatectomia radicale è stato sviluppato da un team di ricerca dell’Albert Einstein College of Medicine. Il farmaco è già stato testato sui topi e i risultati di questi esperimenti vengono descritti in un nuovo studio apparso su ale.[2]

La prostatectomia radicale è un’operazione chirurgica che la ghiandola prostatica, un intervento che di solito si esegue per il cancro alla prostata localizzato. Questo intervento chirurgico può intaccare i nervi cavernosi che sono alla base dell’apporto di sangue al pene e quindi della sua funzione erettile, come spiega Kelvin P. Davies, professore di urologia e uno degli autori dello studio.[1] Secondo il ricercatore, è circa il 60% dei pazienti dopo questa operazione chirurgica a riferire di avere problemi di erezione e solo meno del 30% può affidarsi su erezioni sufficienti per un rapporto fino a cinque anni dopo l’operazione. Anche il Viagra e altri trattamenti per la disfunzione erettile sembrano poco efficaci in questi pazienti, come riferisce ricercatore.[1]

Già in passato questo stesso team di ricercatori aveva scoperto l’enzima fidgetin-like 2 (FL2) fa da contrasto alle cellule dell’epidermide quando queste ultime si mettono in viaggio verso i punti delle ferite per innescare il processo di guarigione. Proprio in questa occasione, lo stesso team di ricercatori ha sviluppato un farmaco anti-FL2. Questo farmaco, fatto da molecole di RNA interferenti (siRNA), va ad inibire il gene che codifica l’FL2. Immesso, sotto forma di gel, sulle ferite dei topi, questo farmaco faceva guarire le ferite due volte più velocemente e rigenerava il tessuto danneggiato.[1]

I ricercatori hanno deciso di utilizzare questo stesso farmaco su ratti con lesioni dei nervi periferici, danni in cui nervi cavernosi risultavano schiacciati o recisi, cosa che imita il danno ai nervi a seguito di prostatectomia radicale negli esseri umani. Il trattamento migliorava la rigenerazione del nervo e ripristinava la funzione nervosa.
Già tre-quattro settimane dopo questa terapia, i topi mostravano una funzione erettile migliore rispetto ai topi del gruppo di controllo. Dopo un mese, la pressione sanguigna risultava paragonabile a quella dei topi del gruppo di controllo.[1]

E anche dopo che i nervi venivano recisi, il trattamento con questo farmaco induceva la loro rigenerazione e il recupero parziale della stessa funzione erettile. Il farmaco curava gli spazi vuoti, larghi diversi millimetri, che si formavano tra l’estremità del nervo reciso. Si tratta di un risultato che, almeno fino a questo studio, poteva essere ottenuto solo mediante un innesto nervoso, come fa notare David J. Sharp, un professore di fisiologia e biofisica nonché di oftalmologia e scienze visive, altro autore dello studio.[1]

Inoltre i ricercatori notavano che, a seguito del trattamento, i topi mostravano livelli più alti di ossido nitrico sintasi, un enzima che innesca quel processo che poi porta all’erezione. Secondo Sharp si tratta di un fattore importante: se si riesce a ripristinare anche solo una parte dell’ossido nitrico nei nervi danneggiati, il Viagra e i farmaci simili per le disfunzioni erettili potrebbero essere utilizzati anche dai pazienti affetti da questi problemi a seguito di prostatectomia radicale .[1]

Note e approfondimenti

  1. Einstein Researchers Develop Novel Drug That Regenerates Erectile Nerves Damaged by Prostate Surgery | Newsroom | Albert Einstein College of Medicine (IA)
  2. JCI Insight – Fidgetin-like 2 negatively regulates axonal growth and can be targeted to promote functional nerve regeneration (IA) (DOI: 10.1172/jci.insight.138484) (PDFPDF su IA)

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