Disfunzioni metaboliche e malattie infiammatorie curabili con ultrasuoni non invasivi

Stimolazione del nervo vago basata su impianto rispetto alla neuromodulazione ad ultrasuoni di precisione (credito: Nature Communications, 2019/03/12, DOI: 10.1038/s41467-019-08750-9)

Terapie definite come rivoluzionarie a base di ultrasuoni per regolare disfunzioni metaboliche o infiammatorie del corpo umano sono state riportate in uno studio apparso su Nature Communications.
Si tratta di un metodo che combina la medicina bioelettronica con le neuroscienze, la biologia molecolare e la bioingegneria. Grazie agli ultrasuoni è possibile influenzare il sistema nervoso onde curare malattie e lesioni senza l’utilizzo di farmaci.

Già in passato è stato dimostrato l’effetto positivo di terapie basate su dispositivi impiantati nel corpo che stimolavano i nervi. Questo nuovo studio sottolinea la fattibilità di terapie del genere tramite tecniche ad ultrasuoni, dunque tecniche non invasive tramite le quali è possibile stimolare i nervi e in generale l’interno del corpo in maniera molto precisa.
Questa nuova terapia è spiegata nell’articolo di presentazione dello studio da Chris Puleo, ingegnere biomedico del Feinstein Institute for Medical Research: “Abbiamo scoperto che utilizzando gli ultrasuoni in modi molto specifici e mirati, possiamo ridurre i marcatori infiammatori e alterare il metabolismo. Nei nostri studi, mostriamo che l’applicazione di ultrasuoni a un bersaglio specifico nella milza ha modificato i marcatori infiammatori che possono causare artrite, IBD e altri disturbi. E quando ci si rivolge a una parte specifica del fegato, siamo stati in grado di modulare i livelli di glucosio nel sangue”.

Si tratta di metodi che potrebbero portare a nuove, rivoluzionarie terapie per curare varie malattie, come sottolinea anche Victoria Cotero, altra autrice dello studio insieme a Kevin J. Tracey, presidente e CEO del Feinstein.

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