Dispositivi direzionabili magneticamente possono nuotare nel sangue per erogare farmaci

Un gruppo di ricerca dell’Università di Exeter ha creato un dispositivo miniaturizzato che può “nuotare” in una posizione specifica quando viene attivata da un campo magnetico. Il dispositivo, che imita l’aspetto e le funzionalità delle cellule spermatiche, potrebbe essere utilizzato per somministrare farmaci in specifiche aree del corpo.

I ricercatori hanno infatti creato, oltre al dispositivo, anche un modello matematico grazie al quale sono riusciti a prevedere il comportamento del congegno in ambienti diversi, in particolare all’interno dei canali microfluidici come quelli che possono trovarsi nel corpo.
In generale il dispositivo potrebbe rivoluzionare tutti quei campi di ricerca della microfluidica relativi al movimento di liquidi attraverso canali estremamente stretti.

Al momento i ricercatori hanno dimostrato con successo l’implementazione di alcuni prototipi microscopici con dimensioni paragonabili a quelle dei globuli rossi.
Secondo Feodor Ogrin, ricercatore dell’Università di Exeter ed uno degli autori della ricerca, questi piccoli congegni attivati magneticamente potrebbero essere un giorno utilizzati per convogliare i farmaci in maniera specifica nelle zone del corpo nuotando attraverso i vasi sanguigni.

Differentemente da altri congegni simili, questo si rivela inoltre molto più economico e realizzabile su scala industriale, una caratteristica che aprirebbe di fatto la strada alla realizzazione di chip microfluidici economici e monouso.

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