Dispositivi informatici fatti con funghi? Team di scienziati ci crede e ci sta lavorando

Le reti elettriche dei funghi della specie Pleurotus ostreatus sono ottimi, secondo gli scienziati, per creare reti di calcolo(credito: Jean-Pol NONNO, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons, immagine ritagliata)

I funghi potrebbero essere utilizzati anche per la tecnologia indossabile, ad esempio per sensori che possano essere applicati sui vestiti, o finanche per circuiti di calcolo per sensori. In uno studio, intitolato Reactive fungal wearable e pubblicato su Biosystems, si spiega infatti che esiste un fungo, denominato Pleurotus ostreatus e conosciuto anche come “fungo ostrica”, che può percepire gli stimoli ambientali, anche quelli che, per esempio, potrebbero venire al corpo degli esseri umani, il fornire una reazione.

Reti elettriche dei funghi utilizzabili come circuiti di calcolo

Questo fungo potrebbe essere utilizzato come biomateriale, come spiega lo studio stesso, ad esempio come biosensore per captare, e distinguere, stimoli chimici, elettrici e meccanici.
D’altronde parliamo del più diffuso e del più antico degli organismi viventi del pianeta, come spiega Mohammad Mahdi Dehshibi, un ricercatore dell’Universitat Oberta de Catalunya che sta partecipando al gruppo di studio: “Crescono estremamente velocemente e si legano al substrato con cui li combini”.
In sostanza ricercatori credono di poter riprogrammare le reti elettriche dei funghi per realizzare quelli che possono essere considerati a tutti gli effetti come dei circuiti di calcolo. Questi circuiti, infatti, risponderebbero non solo gli stimoli ma attiverebbero anche dei segnali cosa che permetterebbe di svolgere compiti computazionali e in sostanza di elaborare informazioni, come spiega ancora Dehshibi.

Chip fatti con funghi viventi per sensori

Computer creati con funghi? Sembra attualmente fantascienza ma è ricercatori credono che i sughi stessi sappiano catturare e reagire ai segnali esterni come non si è mai visto prima con nessun altro materiale biologico.
Ci sono però da risolvere ancora due problemi importanti: implementare in maniera pratica il calcolo in modo che abbia uno scopo e “caratterizzare il proprietà dei substrati fungini tramite mappatura booleana al fine di scoprire il vero potenziale di calcolo delle reti di micelio”, come spiega Dehshibi, speranzoso di poter creare, in un futuro imprecisato, reali dispositivi informatici viventi con i funghi.
Non si tratterebbe di chip che andrebbero a sostituire gli attuali chip di silicio: le reazioni all’interno dei funghi sono infatti troppo lente. Più che altro potrebbero essere utilizzati come sensori ambientali su larga scala, ad esempio per Monitorare flussi di dati relativamente lenti quotidianamente.

Edifici fatti con funghi

Intanto I ricercatori stanno pensando a qualcosa di più pratico: progettare costruire edifici con capacità uniche fatti con biomateriali fungini. In pratica questi organismi viventi potrebbero essere usati come materiali da costruzione. Per il momento gli scienziati Sono riusciti a creare Mattoni e lastre ma promettono che, entro dicembre del 2022, nel contesto del progetto FUNGAR, Riusciranno a costruire un vero edificio fungino su scala reale. Si tratterebbe di una modalità di costruzione che, secondo gli stessi scienziati, rappresenterebbe un cambiamento ecologico importante che permetterebbe di non usare il cemento, il vetro e il legno: “Immagina scuole, uffici e ospedali che crescono, si rigenerano e muoiono continuamente: è l’apice della vita sostenibile”, Spiega Dehshibi .

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