Dispositivo usa elettricità di scarto delle piante e comunica via satellite

Schema che mostra il funzionamento del nuovo dispositivo (credito: Plant-e BV)

Un dispositivo che raccoglie elettricità dai campi coltivati e che invia informazioni relative alle stesse colture tramite segnali a bassa potenza via satellite è stato creato dalla compagnia olandese Plant-e and Lacuna Space.
Si tratta di un progetto portato avanti nell’ambito dell’Advanced Research in Telecommunications Systems (ARTES), progetto dell’Agenzia Spaziale Europea.

Il dispositivo può fornire informazioni relative all’umidità, sia del suolo che dell’aria, e alla temperatura, informazioni importanti per gli agricoltori per tenere sotto controllo le colture.
L’elettricità necessaria per il funzionamento di questi dispositivi proviene dal fatto che le piante producono una materia organica attraverso la fotosintesi.

Questo processo, tuttavia, non sfrutta tutta questa materia organica per far crescere le piante: parte di essa viene infatti immagazzinata nel terreno attraverso le radici.
Proprio sotto il suolo, i batteri la scompongono e liberano degli elettroni come una sorta di “scarto”.

Il dispositivo è capace di raccogliere questi elettroni per assimilare quel piccolo livello di corrente elettrica onde poter funzionare e trasmettere segnali.
Si parla di una “nuova era nelle comunicazioni satellitari sostenibili”, come la definisce Rob Spurrett, l’amministratore delegato della compagnia che creato il dispositivo il quale lascia intendere che il dispositivo stessa potrebbe essere utilizzato in quelle regioni del mondo difficili da raggiungere, dove non esiste un buon approvvigionamento dell’energia elettrica e della connessione Internet e dove non è possibile utilizzare l’energia solare.

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