Disturbi d’ansia, scoperto nuovo “biomarcatore” nel cervello

Credito: chenspec, Pixabay, 6308922

Un segnale all’interno del cervello che potrebbe rendere più efficiente la diagnosi, e consequenzialmente il trattamento, di disturbi dell’ansia è stato scoperto da un team di ricercatori guidato dal professore Neil McNaughton del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Otago.[1] I ricercatori hanno pubblicato uno studio su Scientific Reports.[2]

Si tratta di un nuovo biomarcatore che “fornisce una base immediata per lo sviluppo di nuovi farmaci e per test diagnostici”, come spiega lo stesso McNaughton nel comunicato emesso sul sito ufficiale dell’Università neozelandese.[1]
Il biomarcatore si basa sul concetto della ritmicità specifica del conflitto di obiettivi (goal-conflict-specific rhythmicity, GCSR), in pratica un livello di ritmicità elettroencefalografico che si può rilevare quando c’è un conflitto equilibrato tra due obiettivi, ad esempio un approccio ed un evitamento, come spiegano i ricercatori nell’abstract dello studio.

Nello studio i ricercatori mostrano, a seguito di esperimenti su condotti su diversi soggetti, che quelli con disturbo d’ansia mostravano un punteggio di GCSR medio più alto rispetto ai soggetti senza disturbo d’ansia, “con una combinazione di GCSR alto e basso che variava con, ma era trasversale, alla diagnosi convenzionale del disturbo”.[1]
Quindi i punteggi del test GCSR possono essere considerati come un biomarcatore per diagnosticare un tipo specifico di disturbo d’ansia che avrà probabilità più alte di ottenere effetti positivi con specifici farmaci ansiolitici.[1]

I disturbi d’ansia sono tra le malattie psichiatriche più diffuse e, tra le cause di suicidio, rappresentano il 5%. Di solito iniziano presto nel corso della vita e possono causare danni cronici.[2]
I trattamenti farmacologici per i disturbi d’ansia possono avere scarso successo mentre altre tipologie di terapie, come quella cognitivo-comportamentale, possono essere usate come trattamento psicoterapeutico generale di prima linea.[2]
Con questa scoperta si spera che con questa scoperta si possa giungere ad un miglior trattamento dei disturbi d’ansia e di altri disturbi collegati.[1]

Note e approfondimenti

  1. 7 October 2021, Otago researcher discovers first brain marker for an anxiety disorder, News, University of Otago, New Zealand (IA)
  2. Il ritmo ‘theta’ dell’EEG frontale destro sensibile all’ansiolitico nel compito del segnale di stop è un biomarcatore del disturbo d’ansia basato sulla teoria | Rapporti scientifici (IA) (DOI: 10.1038/s41598-021-99374-x)

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