DNA degli abitanti del sud-est asiatico rivela nuovi rami dell’albero genealogico dei Denisovani

Falange di un dito di un Denisovano vanno trovato nella grotta di Denisova nel 2008 (credito: Thilo Parg, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons)

Uno studio che ha analizzato il DNA degli antenati degli odierni papuani e delle persone che oggi vivono nel sud-est asiatico e in nuova Guinea afferma che questi ultimi devono il loro DNA non a un solo ceppo appartenente ai Denisoviani ma a due distinti, separati l’uno dall’altro per centinaia di migliaia di anni. Anzi, il secondo dei lignaggi di Denisovani è così diverso dall’altro che, secondo gli stessi ricercatori, dovrebbe essere considerato come una specie completamente distinta, una nuova specie di ominidi arcaici.

La ricerca è apparsa su Cell e suggerisce, supportata anche da altre ricerche precedenti che indicavano una terza discendenza di Denisovani nei genomi dei moderni siberiani, dei nativi americani degli asiatici orientali, che gli esseri umani si sono incrociati con popolazioni di Denisovani più volte nel passato e in regioni isolate geograficamente l’una dall’altra.

Secondo l’autore senior dello studio, Murray Cox della Massey University in Nuova Zelanda, non bisogna più rifarsi all’idea che quei gruppi di esseri umani che avevano da poco lasciato l’Africa per popolare il mondo fossero rappresentati solo da Homo sapiens e uomini di Neanderthal: “Pensavamo che fossimo solo noi – umani moderni – e uomini di Neanderthal. Ora sappiamo che c’era un’enorme varietà di gruppi simili a umani trovati in tutto il pianeta, i nostri antenati sono venuti in contatto con loro per tutto il tempo.”

Questo studio, secondo lo stesso Cox, suggerisce inoltre che il centro della diversità per quanto riguarda la diversità delle specie di ominidi non era dunque l’Europa e neanche il nord ghiacciato all’Asia tropicale ma il sud-est asiatico.
La regione del sud-est asiatico, dunque,viene considerata sempre di più, anche a fronte dei recenti ritrovamenti di ossa che tra l’altro hanno portato alla classificazione di diverse altre specie di ominidi, come una zona chiave anche per l’evoluzione dell’ Homo sapiens al di fuori dell’Africa dato che i nostri antenati sembrano essersi incrociati a più riprese con altre specie.

Fonti e approfondimenti

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