Dolore cronico, nuovo trattamento testato con successo su topi non dà dipendenza

Il composto Tat-P4- (C5) 2 (in viola) dopo un'iniezione nel midollo spinale (in giallo) (credito: Università di Copenaghen)

Un nuovo trattamento per il dolore cronico è stato sviluppato da un team di ricercatori dell’Università di Copenaghen. Il nuovo metodo già stato provato sui topi e viene descritto in un nuovo studio pubblicato su EMBO Molecular Medicine.
Kenneth Lindegaard Madsen, un professore associato del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università danese, spiega che lui e il suo team sono giunti a questo nuovo trattamento dopo anni di studio. Questo trattamento, inoltre, secondo quanto spiega il ricercatore, non ha conseguenze sulla segnalazione neuronale in generale ma prendere di mira solo quelle modifiche sui nervi provocate dalla malattia.[1]

Il metodo vede l’utilizzo di un nuovo composto peptide denominato Tat-P4- (C5) 2, un inibitore del peptide permeabile alle cellule e ad alta affinità che interferisce con l’aumento dell’espressione dell’AMPAR (recettore AMPA).[2]
Questo composto colpisce solo quei nervi che causano il dolore. Inoltre, secondo ricercatori, questo peptide non causa dipendenza, differentemente, per esempio, dagli analgesici oppioidi di cui molti pazienti con dolore cronico praticamente sono diventati dipendenti.
Inoltre Madsen spiega che questo nuovo composto sembra non causare effetti collaterali e provoca un completo sollievo nei ratti a seguito del suo utilizzo. Infine sembra non causare quel classico effetto letargico che spesso i farmaci antidolorifici possono provocare.[1]
L’obiettivo di ricercatori è creare un nuovo farmaco basato su questo peptide.

Note e approfondimenti

  1. Researchers are developing potential treatment for chronic pain – University of Copenhagen (IA)
  2. A high‐affinity, bivalent PDZ domain inhibitor complexes PICK1 to alleviate neuropathic pain | EMBO Molecular Medicine (IA) (DOI: 10.15252/emmm.201911248)

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