Domani sarà lanciata la vela spaziale della Planetary Society

Un razzo della SpaceX, il Falcon Heavy, lancerà domani un nuovo cluster di 24 satelliti per conto dell’Air Force statunitense. I satelliti saranno rilasciati nello spazio su tre orbite diverse e uno dei più interessanti sarà un satellite che verrà rilasciato ad un’orbita di 720 km sopra la superficie terrestre.

Questo satellite potrebbe risultare molto importante nel tentativo di comprendere le nostre reali possibilità di intraprendere viaggi spaziali molto lunghi, finanche interstellari.
Si parla della navicella spaziale LightSail 2, un veicolo alimentato da fotoni che non è caratterizzato da presenza di motore, carburanti e neanche da pannelli solari.

LightSail è un progetto della Planetary Society, un’organizzazione americana che ha come obiettivo rendere le esplorazioni spaziali, in special modo quelle extrasolari, un obiettivo più fattibile.
Dalle dimensioni molto contenute, questo satellite sarà uno dei primi esempi di veicoli dotati della cosiddetta “vela solare”. La vela, fatta di poliestere, dovrebbe permettere allo stesso satellite di sfruttare i fasci di energia luminosa, sostanzialmente i fotoni, provenienti dal Sole.

Probabilmente qualcuno di voi ne avrà sentito parlare in qualche documentario e già sa che non si tratta per nulla di un’idea folle.
È stata già presa in considerazione, almeno a livello teorico, da diversi decenni (addirittura Bill Nye, CEO della Planetary Society, parla di XVII secolo, quando Keplero immaginava che sarebbe stato possibile viaggiare tra le stelle).

Il vantaggio di una vela solare è che non c’è bisogno di una tecnologia molto sofisticata e quindi i costi sarebbero relativamente contenuti.
La vela, ultraleggera e riflettente, una volta aperta in orbita formerà un quadrato gigante con un’estensione di 32 m². È molto sottile, spessa meno del diametro di un capello umano, ed è fatta di Mylar, un particolare poliestere presente sul mercato fin dagli anni 50.

La spinta che i fotoni solari effettueranno sulla vela sarà naturalmente molto piccola ma rappresenterà comunque una fonte di energia praticamente illimitata e permetterà alla vela e al piccolo satellite di non rimanere mai senza “carburante”.
La vela dovrebbe rimanere in orbita per un anno, il tempo di comprendere la fattibilità di eventuali progetti simili su lunghe distanze, e i costi totali non supereranno i 7 milioni di dollari, un’inezia rispetto ai costi di altri progetti spaziali.

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