Durante pandemia nati morti aumentati di 4 volte in ospedale inglese

Un aumento, definito come “brusco”, dei bambini nati morti durante la pandemia di COVID-19 è stato scoperto da un team di ricercatori in un grande ospedale del Regno Unito. Questo aumento così netto dei bambini nati morti sarebbe dovuto al fatto che le madri sarebbero state maggiormente scoraggiate ad eseguire le visite prenatali e preparto dal vivo negli ultimi mesi a causa dei vari lockdown o anche per la semplice paura di contrarre il virus.
È di questa opinione Jane Warland, una professoressa dell’Università dell’Australia Meridionale (UniSA) che ha svolto l’interessante studio pubblicato su JAMA.

La ricercatrice ha analizzato i parti avvenuti durante il periodo di questa pandemia da COVID-19 nel St George’s University Hospital di Londra e ha notato un picco di nati morti nel corso dello stesso periodo. Questi morti non erano stati causati da infezioni da COVID-19 ma, secondo la ricercatrice, dalle conseguenze indirette scaturite dalla paura delle madri di stare lontano dagli ospedali per paura di contrarre il virus, cosa a volte suggerita in qualche modo dalle stesse istituzioni che in alcune fasi consigliavano di recarsi in ospedale solo in casi gravi per non sovraccaricare il sistema.
Il risultato? Un numero molto più basso di visite prenatali in ospedale e un numero di nati morti quattro volte superiore rispetto alla media solita, ossia quella prima della diffusione del virus.

Secondo la ricercatrice le norme comuni suggeriscono che una donna incinta dovrebbe essere visitata dal vivo almeno sette volte nel corso di tutta la gravidanza. Uno numero di visite come questo dovrebbe bastare per scoprire eventuali patologie della madre o del feto o altre caratteristiche che possono indicare qualcosa di più o meno grave, come i movimenti fetali ridotti, la limitazione della crescita dello stesso feto o stati ipertensivi della madre.
Invece, durante le fasi più acute della pandemia, le madri venivano indirizzate ad appuntamenti in videoconferenza tramite Internet o addirittura a semplici colloqui telefonici: “Come puoi controllare la pressione sanguigna di qualcuno o fare un esame fisico al telefono?”, si chiede la ricercatrice nel comunicato stampa lasciando intendere la gravità della situazione a cui si è andati incontro.
La stessa ricercatrice crede che una soluzione possa essere quella di organizzare visite domiciliari da parte di ossetiche e operatori sanitari, un’opzione praticabile fino a quando la pandemia non sarà sotto controllo.

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