È confermato, le stelle “zombie” esistono: sono nane bianche che riescono a sopravvivere alle supernove

Fino a qualche anno fa la loro esistenza era ritenuta impossibile ma un nuovo studio conferma che le stelle “zombie” esistono e che non sono neanche tanto rare. Parliamo delle stelle nane che riescono a sopravvivere alle supernove, relativamente intatte. Queste stelle di solito inglobano materiale da un’altra stella compagna fino a quando non possono più resistere alla loro stessa gravità e “rimbalzano” su loro stesse provocando una supernova.
Già nel 2017 era stata intercettata una stella nana bianca sopravvissuta ad una supernova, ossia ad una delle esplosioni più potenti dell’universo. La stella in questione fu denominata LP 40-365.

Già allora il fatto che questa stella fosse sopravvissuta ad una esplosione dopo aver “succhiato” materiale da una stella compagna per milioni di anni sembrava piuttosto strano e si ritenne che c’era bisogno di nuovi studi per confermare l’esistenza di nane bianche del genere, così resistenti.
Il nuovo studio è arrivato ed è stato pubblicato su arXiv da Roberto Raddi, astronomo dell’Università di Erlangen-Norimberga, e dei suoi colleghi. Gli astronomi hanno infatti individuato altre tre nane bianche “superstiti” di supernovae analizzando i dati della sonda spaziale gaia dell’Agenzia Spaziale Europea.

Si tratta di stelle che viaggiano ad alta velocità e ciò è anche normale dopo che sono state proiettate verso l’esterno, rispetto al punto dove si trovavano prima dell’esplosione, a grossa velocità. Due di queste tre nane bianche “sopravvissute” sono comunque destinate a sfuggire del tutto alla via Lattea, causa la loro alta velocità dovuta all’esplosione, mentre una viaggia all’indietro rispetto alla rotazione usuale delle stelle e nella via Lattea.

Si tratta di stelle nane bianche dal grande raggio, probabilmente perché gonfiate dalle forti energie rimaste nelle stelle dopo che non sono state disgregate dalle esplosioni, ma al contempo vantano masse abbastanza piccole, probabilmente perché parte del loro materiale, soprattutto degli strati estremi, è andato perduto nel corso della supernova.
La prova schiacciante relativa al fatto che sono sopravvissute alle esplosioni più potenti dell’universo sta però nel fatto che queste stelle sono composte perlopiù da neon, differentemente dalle nane bianche che di solito sono fatte perlopiù da carbonio e ossigeno.

Fonti e approfondimenti

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