È forse la più grande “epidemia” che il genere umano abbia mai visto

Viene definita come una delle più grandi “epidemie” che il genere umano abbia mai visto in un articolo di The Conversation. Si parla della miopia che sta aumentando tantissimo, in particolar modo nei bambini, e che sta avendo una certa diffusione soprattutto in determinate regioni del mondo, tra cui la Cina e il sud-est asiatico.
Si pensi che solo in Cina più del 90% degli studenti universitari è affetto da miopia e deve portare gli occhiali. Anche nei confronti dell’obesità, di cui si parla tantissimo, la miopia si rivela molto più diffusa soprattutto negli ultimi decenni.

Il boom è infatti cominciato negli anni 80, in particolar modo nelle città dei paesi dell’Asia orientale, tra cui la stessa Cina, Taiwan, Singapore e Corea. E ora, avvertono gli esperti, una tendenza simile si sta osservando anche in Europa.
Secondo i pareri di molti, la diffusione della miopia sarebbe da addebitare alla diffusione parallela degli smartphone. Questa convenzione si rivela di base errata in quanto questa “epidemia” è iniziata già da diversi decenni, almeno dai primi anni 80, periodi durante i quali gli smartphone non esistevano.

Secondo altri la causa sarebbe da ricercare semplicemente nel maggior utilizzo degli schermi, siano essi quelli di un dispositivo portatile che della TV o del computer, schermi che senza dubbio negli ultimi decenni hanno visto uno utilizzo molto più largo rispetto al passato o rispetto ad epoche durante i quali questi strumenti non esistevano nemmeno.
Lo stesso articolo, scritto da David Mackey, professore di oftalmologia all’Università dell’Australia occidentale, fa notare che la miopia, secondo gli ultimi studi, è probabilmente una patologia che può essere considerata come risultato di un’interazione a livello genetico e a livello ambientale.

A livello genetico sono più di 160 i geni che interagiscono e che contribuiscono al rischio della miopia ma, secondo i ricercatori, sono anche i fattori ambientali ad essere decisivi.
Si potrebbe partire citando, per esempio,il tempo trascorso all’aperto e alla luce del giorno, sicuramente minore da parte dei bambini rispetto al passato per finire con altri fattori quali l’abitudine a concentrarsi sugli oggetti avvicinati, caratteristica tipica dell’utilizzo di uno schermo.

Tuttavia, almeno fino ad ora, nessuno studio ha dimostrato che esistono una correlazione diretta tra il maggior utilizzo degli schermi e la miopia. In sostanza almeno per il momento non esiste un’associazione tra la quantità di ore che si passa davanti ad uno schermo e il rischio maggiore di miopia.
Il sospetto, però, non è che questo collegamento in effetti non esista ma che non siano stati effettuati studi ampi e ben condotti a livello scientifico, studi che prendono in considerazione anche eventuali altri problemi di salute che possono incorrere nell’infanzia.
Sulla base di questi assunti, tuttavia, incoraggiare i bambini a trascorrere più tempo all’aperto e meno tempo davanti ad uno schermo sembra ancora un consiglio valido.

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