È possibile trovare punti di impatti di asteroidi i cui crateri non esistono più

La struttura da impatto di Santa Fe, nel Nuovo Messico (i ricercatori hanno prelevato alcuni campioni dai punti delimitati dai riquadri neri) (credito: DOI: 10.1038/s41598-021-01451-8 | Scientific Reports | Gunther Kletetschka, Radana Kavkova & Hakan Ucar )

Un ricercatore propone un metodo per scoprire gli impatti di meteoriti sulla Terra per i quali le tracce del cratere si sono del tutto perse. Secondo Gunther Kletetschka, ricercatore dell’Istituto geofisico dell’Università dell’Alaska Fairbanks, è infatti possibile sfruttare il livello di magnetizzazione residua delle rocce nella zona di impatto, magnetismo che è provocato dalla stessa forza dell’impatto della meteora (o dell’asteroide) che si avvicina alla superficie e poi la colpisce.

Magnetismo viene creato dal plasma

Il magnetismo, nello specifico, viene creato dal plasma che a sua volta si crea nel momento dell’impatto e dal cambiamento nel comportamento degli elettroni negli atomi delle rocce presenti nello stesso punto di impatto. Il plasma in particolare è una di quelle cose a cui la gente non pensa, spiega Kletetschka, quando si immagina l’impatto di un asteroide o di un meteorite sulla Terra. In realtà oltre al calore, al vapore, alla liberazione di tanta energia e al rumore si crea anche una discreta quantità di plasma, un gas in cui gli atomi sono disposti in maniera particolare.

Struttura da impatto di Santa Fe

Il ricercatore descrive le sue scoperte in un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports.
I risultati li ha raggiunti analizzando la struttura da impatto di Santa Fe, il residuo di un cratere di impatto che si trova nei pressi della cittadina omonima nel Nuovo Messico. La struttura fu scoperta nel 2005. Non è un cratere, ma una struttura di impatto, in quanto il suolo e le rocce sono molto erosi e non c’è alcuna traccia di un bordo o di una depressione. Si pensa che la struttura sia stata creata da un impatto avvenuto all’incirca 1,2 miliardi di anni fa.

Perdita di magnetismo nell’area

Nel sito sono presenti diversi coni di frantumazione, ossia rocce con delle “code di rondine”, e linee di frattura particolari. Queste forme e strutture sono provocate solo da un’onda d’urto ad alta potenza e pressione, quella che solo un meteorite/asteroide può provocare (oppure un’esplosione nucleare ma non è questo il caso).
L’onda d’urto dell’impatto di Santa Fe ha anche alterato le caratteristiche atomiche delle rocce, in particolare alterando le orbite degli elettroni con conseguente leggera perdita di magnetismo nell’area, anche delle rocce che si sono vaporizzate e fuse al momento dell’impatto.

Note e approfondimenti

  1. Plasma shielding removes prior magnetization record from impacted rocks near Santa Fe, New Mexico | Scientific Reports (IA) (DOI: 10.1038/s41598-021-01451-8)

Note e approfondimenti

  1. Plasma shielding removes prior magnetization record from impacted rocks near Santa Fe, New Mexico | Scientific Reports (IA) (DOI: 10.1038/s41598-021-01451-8)

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