È possibile utilizzare feromoni di insetti infestanti per indirizzarli in colture trappola

Murgantia histrionica (credito: Jim Tokuhisa, Virginia Tech)

In agricoltura a volte vengono utilizzati quelli che sono denominati come “trap crops”, ossia “raccolti trappola”, aree di campi coltivati sottoposte a loro volta a coltivazione solo per attirare gli insetti e tenerli lontano dai raccolti veri.
Si tratta, però, come si può ben intuire, di un metodo non efficace al 100% ma un nuovo studio, condotto da un gruppo di ricercatori del Virginia Tech, assicura che è possibile utilizzare i feromoni che gli stessi insetti infestanti producono, e che attirano altri insetti, per tenerli lontani dalle colture.

Secondo Dorothea Tholl, professoressa di scienze biologiche ed autrice della ricerca, è possibile produrre artificialmente questi feromoni nei trap crops al fine di attirare gli insetti proprio verso queste colture trappola e per tenerli lontani dalle vere colture.
A tal proposito, i ricercatori hanno studiato in particolare i pentatomidi, definiti inglese anche come “stink bugs” (insetti puzzolenti).

Questi insetti possono essere una vera piaga per colture quali quelle dell’uva, del mais e delle mele. Nello specifico si sono soffermati sui feromoni prodotti dal Murgantia histrionica, definito in inglese anche come insetto Arlecchino, particolarmente infestante per quanto riguarda le piante di cavoli.

Gli scienziati hanno indagato sugli enzimi di questi insetti che producono feromoni che attraggono altri insetti della stessa specie, come descrive anche Thomas Kuhar, entomologo ed altro autori della ricerca: “Il nostro recente lavoro fornisce preziose informazioni sulla nostra comprensione di come gli insetti sintetizzano complessi composti sesquiterpenici che sono tipicamente utilizzati come feromoni. Il lavoro potrebbe permettere in futuro alle piante di produrre feromoni di insetti, che potrebbero essere utilizzati nella sorveglianza dei parassiti e nelle strategie della gestione dei parassiti per attrarli e ucciderli”.

Fonti e approfondimenti



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