E se esistesse un “microbioma cerebrale” benigno che influenza le cellule del nostro cervello?

Immagine al microscopio del tessuto del cervello di un cadavere: sulla sinistra si possono notare vari batteri, testimonianza dell'eventuale esistenza di un "microbioma cerebrale" (credito: Rosalinda Roberts, Courtney Walker, e Charlene Farmer)

Che i batteri influenzino fortemente i processi intestinali di molti esseri viventi, compreso il nostro, è un dato di fatto. È stato anche dimostrato che i batteri nell’intestino di alcune specie di mosche comunicano direttamente con il cervello per impartire “ordini” relativi alle sostanze da mangiare.

L’eventuale esistenza di un microbioma cerebrale umano, ossia ceppi di batteri benigni che vivono nel nostro cervello similmente a quelli dell’apparato intestinale, è un argomento che è stato poco analizzato in maniera approfondita. Una nuova ricerca è stata presentata questa settimana all’incontro annuale della Society for Neuroscience. In particolare sono state presentate alcune immagini relative al tessuto cerebrale di cadaveri le quali mostrano la presenza di vari batteri; batteri che, in teoria, potrebbero essere presenti anche nei cervelli umani viventi e che potrebbero anche influenzarne direttamente i processi.

Si tratta di una ricerca ancora ai suoi inizi, che tra l’altro non è stata neanche sottoposta a revisione paritaria, guidata dalla neurologa Rosalinda Roberts.
La scienziata ha analizzato campioni di cervello prelevati da 34 cadaveri, di cui la metà erano appartenenti a persone che soffrivano di schizofrenia.

In tutti i casi vi erano batteri, di varie forme, in quantità variabile a seconda della zona del cervello analizzata. Secondo gli stessi ricercatori, potrebbero essere stati trasportati nel cervello dai vasi sanguigni e potrebbero poi aver trovato casa negli assoni e nella barriera emato-encefalica.
I batteri, in ogni caso, potrebbero essere il risultato di una contaminazione nel corso dei processi postmortem: questa è una eventualità ancora da approfondire che gli stessi ricercatori hanno comunque preso seriamente in considerazione.

Tuttavia questa prima ricerca potrebbe dimostrare l’esistenza di un vero e proprio microbioma cerebrale benigno che influenza le cellule stesse del cervello, ad esempio per quanto riguarda l’attività immunitaria. Un’ipotesi eccitante e, per certi versi, rivoluzionaria ma ancora tutta da dimostrare.

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