E se la nostra civiltà facesse parte di un’iperciviltà superintelligente che domina galassia?

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E se nel nostro quartiere galattico esistesse una civiltà molto più intelligente ed avanzata della nostra che è consapevole della nostra esistenza ma che resta nascosta? Questa spiegazione rappresenta una delle più “gettonate” risposte al paradosso di Fermi ed è una teoria su cui si basa un interessante studio della ricercatrice Beatriz Gato-Rivera pubblicato nel 2005.

Iperciviltà avrebbero già colonizzato galassie dell’universo

La ricercatrice propone nello studio che tutte le galassie tipiche dell’universo siano già colonizzate o comunque che siano già colonizzate vaste regioni delle stesse da parte di civiltà avanzate. Si tratterebbe di quelle che la ricercatrice chiama “iperciviltà”. Una piccola porzione di queste iperciviltà sarebbe rappresentata, secondo il ricercatore, da subciviltà primitive, tra cui ci sarebbe anche la nostra civiltà.
In sostanza la Terra e tutti noi potremmo essere “immersi”, evidentemente in maniera inconsapevole per quanto ci riguarda, in una grande iperciviltà, una situazione che riguarderebbe la maggior parte delle galassie esistenti nell’universo.

Subciviltà primitive potrebbero essere o non essere consapevoli

A questo punto le possibilità potrebbero però essere due: le subciviltà primitive sarebbero consapevoli del loro status “basso” e quindi sarebbero in qualche modo “maltrattate” con standard di vita volutamente mantenuti bassi da parte della civiltà superiore.
Oppure le subciviltà primitive potrebbero essere inconsapevoli del loro status. In questo caso la civiltà superiore probabilmente manterrebbe comunque degli standard etici nei confronti delle civiltà inferiori. L’iperciviltà rispetterebbe l’evoluzione naturale, sociale e culturale delle subciviltà primitive. Anzi le curerebbe “ecologicamente” trattandole come specie protette. Questa è la situazione che potrebbe riguardare proprio la nostra civiltà.

Iperciviltà costruirebbero basi sui pianeti primitivi

A questo punto la ricercatrice fa alcune osservazioni. Un contatto tra la subciviltà e l’iperciviltà rappresenterebbe un grosso pericolo per la prima, un pericolo che potrebbe portare anche alla sua distruzione.
Inoltre le civiltà avanzate, pur non facendosi riconoscere, potrebbero comunque aver costruito basi, ad esempio sotterranee o sottomarine, nei pianeti primitivi perlopiù per scopi scientifici.

E se la superciviltà fosse aggressiva?

Secondo la ricercatrice il fatto che non siamo stati mai attaccati da alieni aggressivi induce a pensare che potremmo far parte di una iperciviltà non aggressiva, una di quelle interessate a proteggere il pianeta Terra con tutto le forme di vita su di esso.

Principio subantropico

Se quest’ultima opzione fosse vera, allora subentrerebbe il principio subantropico: l’umanità non è la civiltà tipica tra quelle che possono osservare in maniera intelligente l’universo. La civiltà tipica sarebbe rappresentata da una che sarebbe comunque centinaia di migliaia o milioni di anni più evoluta della nostra. Gli osservatori dell’universo tipici sarebbero dunque diversi ordini di grandezza più intelligenti di noi.

L’intelligenza aumenta inevitabilmente

Qualcuno potrebbe obiettare affermando che l’evoluzione scientifica e tecnologica non implica necessariamente un maggior livello di intelligenza o di capacità cerebrale. La ricercatrice obietta spiegando che l’evoluzione biologica naturale sul nostro pianeta ci suggerisce fortemente che il processo riguardante l’intelligenza vede quest’ultima sempre aumentare.
Noi siamo sempre più intelligenti dei nostri antenati e questi ultimi erano più intelligenti dei loro antenati, e così via. Non c’è motivo perché questo processo naturale debba caratterizzare solo la vita intelligente sulla Terra. È realistico aspettarsi che civiltà molto più anziane della nostra siano molto più intelligenti di noi.

Padronanza nell’ingegneria genetica

Inoltre un eventuale civiltà molto avanzata, rispetto alla nostra, avrebbe un tale livello di padronanza nell’ingegneria genetica che avrebbe luogo una sorta di accelerazione esponenziale della stessa evoluzione biologica, a tassi difficilmente immaginabili.
L’iperciviltà migliorerebbe intellettualmente sé stessa tramite l’ingegneria genetica in maniera molto più veloce rispetto all’evoluzione naturale.

Note

  1. [physics/0512062] A Solution to the Fermi Paradox: The Solar System, part of a Galactic Hypercivilization?

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