E se l’ipotetico pianeta 9 fosse un buco nero potremmo intercettarlo?

Si pensa che un altro grande pianeta potrebbe letteralmente nascondersi dalla nostra vista al di là di Nettuno. Si parla del “pianeta 9”, detto anche “pianeta X”, un ipotetico pianeta che potrebbe avere cinque volte la massa della Terra (sarebbe il doppio della Terra in termini di dimensioni) e la cui presenza sarebbe avvertibile tramite la forza gravitazionale che imprime sugli oggetti intorno, in special modo quelli della fascia di Kuiper, considerata come la periferia del nostro sistema solare.

Fino ad ora non abbiamo avuto con successo: il pianeta 9 non è stato mai individuato.
E se il pianeta nove fosse un buco nero primordiale? È l’ipotesi presa in considerazione in un nuovo articolo su Universe Today.
Ma cosa sono i buchi neri primordiali? Sono buchi neri di piccole dimensioni che si sono formati nei primi momenti dopo il big bang. Un buco nero primordiale, secondo la teoria, potrebbe avere la massa di un pianeta e quindi le sue dimensioni non supererebbero quelle di una mela, o anche molto di meno.

Un oggetto del genere, però, causerebbe un’attrazione gravitazionale degli oggetti intorno comunque non trascurabile.
L’unico modo per individuare un oggetto così piccolo e che sostanzialmente non emette luce, potrebbe essere solo quello di inviare delle sonde in quest’area periferica del sistema solare. La cosa difficile sarebbe non solo avvicinarsi ad un oggetto così piccolo e non individuabile se non tramite la sua attrazione gravitazionale ma anche quella relativa al fatto che il veicolo spaziale potrebbe avvicinarsi troppo al buco nero ed entrare nel suo raggio gravitazionale. A quel punto i segnali che manderebbe sarebbero dilatati dalla gravità.

Un buco nero primordiale, inoltre, potrebbe essere individuabile tramite la radiazione di Hawking: la teoria del noto scienziato prevede infatti che tutti buchi neri emettano una sorta di radiazione ad un tasso che è inversamente proporzionale alla massa del buco nero stesso. Questo significa che un buco nero di piccole dimensioni emetterebbe radiazioni molto più intense, in particolare durante la fase finale della sua vita, e dunque più facilmente individuabili.

Un altro metodo si rifà al cosiddetto microlensing gravitazionale: se un piccolo buco nero primordiale passa tra noi e una stella lontana, si verifica un processo di ingrandimento della luce proveniente dalla stella, effetto forse, con molta fortuna, individuabile anche dagli astronomi sulla Terra.
Si tratta solo di speculazioni e molto probabilmente, se esiste, questo oggetto “X” è un pianeta. Se lo è, è molto probabile che in futuro, nel corso dei prossimi decenni, venga individuato.

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