È un effetto quantistico nel vuoto ad accelerare espansione dell’universo secondo due scienziati russi

L'immagine che accompagna il comunicato apparso sul sito dell'Università Federale Baltica Immanuel Kant (IKBFU) mostra che nel vuoto avviene un fenomeno quantistico denominato "effetto Casimir" che creerebbe una sorta di repulsione e l'accelerazione dell'espansione dell'universo

Ad accelerare l’espansione dell’universo, una caratteristica del cosmo ormai accertata da diversi anni, non sarebbe la cosiddetta “energia oscura” ma una sorta di effetto Casimir, un effetto di repulsione che fa accelerare la stessa espansione.
Lo studio, realizzato dai due ricercatori russi Artyom Astashenok e Alexander Teplyakov dell’Università Federale Baltica Immanuel Kant, è stato pubblicato sull’International Journal of Modern Physics.

L’effetto Casimir è, nella teoria dei campi quantistici, una forza fisica di tipo attrattivo creata tramite un campo quantizzato nel vuoto. Il campo stesso trarrebbe la sua energia dal vuoto, sostanzialmente da particelle virtuali che non fanno altro che apparire e poi scomparire per l’effetto delle cosiddette fluttuazioni quantistiche.
L’effetto prende il nome da Hendrik Casimir, fisico olandese, che nel 1948 propose la teoria secondo la quale se si ponessero due piastre di metallo nel vuoto si potrebbe ancora osservare dell’attrazione tra i due oggetti, cosa che andrebbe contro la logica in quanto nel vuoto stesso non potrebbero esserci atomi o particelle di alcun tipo che possano innescare tale forza.

Tuttavia, secondo quanto spiega lo stesso Astashenok, nel vuoto stesso, come afferma la stessa teoria quantistica, vengono create di continuo delle particelle che appaiono e poi scompaiono. Queste particelle possono a loro volta interagire con le due piastre facendo sì che si verifichi un’attrazione tra di loro, sebbene molto piccola.
Questo accadrebbe anche nello spazio, secondo i due scienziati. Solo che invece dell’attrazione nel vuoto dello spazio si creerebbe una repulsione ed è proprio questa forza che accelera l’espansione in corso dell’universo.

Essenzialmente, dunque, non esisterebbe alcuna “energia oscura” ma una sorta di manifestazione dei confini dell’universo stesso (le due piastre dell’esperimento mentale di Casimir potrebbero infatti rappresentare i confini dell’universo).
“Questo ovviamente non significa che [l’universo] finisca da qualche parte, ma può avere luogo una sorta di topologia complessa. Puoi fare un’analogia con la Terra. Dopotutto non ha confini, ma è finita. La differenza tra la Terra e l’Universo è che nel primo caso abbiamo a che fare con lo spazio bidimensionale e nel secondo – con lo spazio tridimensionale”, dichiara Astashenok nel comunicato stampa apparso sul sito dell’Università russa.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook