È vero, gratitudine fa bene al cuore: lo scopre uno studio

Uno studio recente mostra che la gratitudine può fungere da scudo contro gli effetti dannosi dello stress sulla salute, portando a migliori risultati cardiovascolari. Nello specifico, le persone che notano e apprezzano intrinsecamente gli aspetti positivi della vita mostrano un rischio ridotto di subire un infarto.

Statistiche sugli attacchi di cuore negli Stati Uniti

Ogni anno, sono milioni in tutto il mondo i decessi per infarto. Con il crescente tasso di infarti, gli esperti sollecitano l’attuazione di misure economiche per raggiungere l’obiettivo delle Nazioni Unite: ridurre di un terzo il tasso di morte prematura per malattie non trasmissibili entro il 2030.

L’impatto della gratitudine sulla salute cardiovascolare

Come riferisce un comunicato della BIAL Foundation, scoperte suggeriscono che la gratitudine, proprio come l’ottimismo e il navere uno scopo, può essere cruciale per la salute del cuore, in particolare nel gestire la reazione cardiovascolare del corpo allo stress intenso. Questi risultati provengono da un’analisi longitudinale sostenuta dalla BIAL , in cui i ricercatori Brian Leavy, Brenda H. O’Connell e Deirdre O’Shea hanno approfondito il nesso tra gratitudine e attacchi di cuore tra 912 partecipanti, di età compresa tra 35 e 86 anni.

Risultati e implicazioni della ricerca

La ricerca, pubblicata sulla rivista Biological Psychology, delinea la possibile connessione tra gratitudine e reattività cardiovascolare, suggerendo il ruolo della gratitudine nel mitigare i rischi di infarto. Si è scoperto che la reattività della frequenza cardiaca era un fattore significativo nel legame tra gratitudine radicata e l’avvento di attacchi di cuore. Leavy osserva: “I risultati sottolineano l’associazione tra emozioni positive come la gratitudine e migliori risultati di salute, soprattutto nel campo della salute cardiovascolare”.

Lo studio

Utilizzando il set di dati Mid-Life in the United States (MIDUS) con 1.031 partecipanti, la ricerca ha coinvolto uno stress test cardiovascolare standardizzato. I partecipanti sono stati poi rivisitati per un follow-up dopo un periodo medio di 6,7 anni.Lo studio ha scoperto che gli individui con tratti pronunciati di gratitudine mostravano una ridotta probabilità di subire un attacco di cuore. Questa associazione è stata attribuita all’aumento della reattività della frequenza cardiaca. È interessante notare che i cambiamenti nella pressione arteriosa sistolica e diastolica non hanno influito.

Note e approfondimenti

  1. Heart rate reactivity mediates the relationship between trait gratitude and acute myocardial infarction – ScienceDirect (DOI: 10.1016/j.biopsycho.2023.108663)
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