Ecco a cosa servivano i due buchi sulla testa del tirannosauro: a tenerla più fresca

Ecco come doveva apparire una termografia del cranio di un Tirannosauro (credito: Brian Engh)

Un nuovo studio, prodotto da ricercatori di varie università americane, analizza di nuovo i due grandi buchi presenti sul cranio dei Tyrannosaurus Rex e giunge ad inaspettate conclusioni.

Questa zona della testa di questi famelici dinosauri, denominata finestra dorsotemporale, è stato un mistero per molto tempo.
Secondo la teoria principale sviluppata dai paleontologi, questi buchi erano pieni di muscoli che aiutavano il movimento della mascella.

Tuttavia Casey Holliday, professore di anatomia della Scuola di Medicina dell’Università del Missuori, ha avuto qualche dubbio ed ha deciso di analizzare di nuovo questa strana conformazione anatomica che caratterizza i tirannosauri molte altre specie di dinosauri e arcosauri.
Il tutto è partito quando il ricercatore ha trovato strana la conformazione anatomica proposta dalla teoria: il muscolo si alzerebbe dalla mascella, farebbe un giro di 90° e poi passerebbe lungo la parte superiore del cranio.

Utilizzando la tecnica dell’immagine termico ed esaminando gli alligatori di uno zoo della Florida, Holliday e colleghi credono di aver risolto l’arcano: i buchi sulla testa servono da “sistema circolatorio a corrente incrociata”, come dichiara Kent Vliet, ricercatore del Dipartimento di biologia dell’Università della Florida, anch’egli impiegato nello studio.
Quest’area del cranio serviva a tenere più basse le temperature del cranio, una sorta di “termostato interno” fatto da una particolare struttura vascolare unita a tessuto adiposo.

Studiando proprio gli alligatori, infatti, i ricercatori hanno notato che quando c’erano periodi con temperature più basse, l’analisi termografia mostrava grandi punti caldi nella zona di questi buchi e ciò indicava un aumento della temperatura. Tuttavia nel corso della stessa giornata i buchi apparivano più scuri, come se fossero stati chiusi per mantenere l’area più fresca.

“Usando l’anatomia e la fisiologia degli animali attuali, possiamo dimostrare che possiamo ribaltare le prime ipotesi sull’anatomia di questa parte del cranio del Tyrannosaurus Rex”, dichiara Larry Witmer, professore di anatomia dell’Università dell’Ohio, altro autore dello studio.

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