Ecco come è nato il naso di mammiferi

La riorganizzazione a livello embrionale delle ossa premascellari e settomascellari in rettili, uccelli e anfibi (sulla sinistra) e nei mammiferi del gruppo Theria (credito: Hiroki Higashiyama, CC BY-SA 4.0)

Si pensa che i mammiferi e rettili si siano evoluti, per quanto riguarda la faccia, più o meno allo stesso modo ma c’è una grossa differenza: il naso. I mammiferi hanno un naso unico nel regno animale, spesso sporgente e flessibile, un organo che contribuisce a rendere molto più efficiente il senso dell’olfatto. Tuttavia come si sia evoluto il naso, rispetto a quello deglistessi rettili, è ancora in parte un argomento misterioso.
Un nuovo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, prova a chiarire un po’ la questione e giunge alla conclusione che il naso si è evoluto da una riorganizzazione delle ossa premascellari e settomascellari che avviene in fase embrionale, una riorganizzazione che, evidentemente, nei rettili non c’è stata.

Analizzati embrioni di vari mammiferi

Hiroki Higashiyama, ricercatore dell’Università di Tokyo e uno degli scienziati impegnati in questa interessante ricerca, spiega che ora, rispetto al passato, si possono analizzare i fossili sia dei rettili che dei mammiferi vissuti tanto tempo fa in maniera molto più dettagliata.
Il ricercatore, con l’aiuto dei colleghi, non si è concentrato però sui fossili ma ha utilizzato gli embrioni di diverse specie di mammiferi per monitorare lo sviluppo del viso, specie come polli, gechi e topi. In particolare ha analizzato, negli embrioni in crescita, lo sviluppo delle cellule della prominenza frontonasale che sono alla base della formazione delle strutture fisiche del viso.

Crescita embrionale di naso in mascella

Si sono accorti che queste cellule negli embrioni dei rettili alla fine formano la punta della mascella mentre nei mammiferi formano la struttura sporgente che è il naso. Le mascelle di mammiferi, invece, sembrano crearsi da un altro gruppo di cellule, le cellule della prominenza mascellare.
Con la crescita dell’embrione dei mammiferi, l’osso della punta della mascella superiore, ossia la premascella, iniziava a rimpicciolirsi spostandosi verso l’alto e l’osso dietro di essa, la septomascella, cominciava invece a diventare più grande spostandosi in avanti.

La capacità di annusare dei mammiferi

Con questa separazione a livello embrionale del naso e della mascella i mammiferi hanno potuto contare su una capacità più efficiente di annusare, ossia l’atto di avvicinare la punta del naso all’oggetto che si vuole annusare, allargare le narici più profondamente, rispetto ai rettili, e intercettare gli odori per analizzarli. Si tratta di una capacità unica di mammiferi nonché una evoluzione chiave di questo grosso gruppo di animali. Molte specie di mammiferi, infatti, possono distinguere tantissimi odori e probabilmente lo stesso senso dell’olfatto ha contribuito a rendere i cervelli dei mammiferi più grandi e complessi.
Questo studio potrebbe rivelarsi utile per confrontare i disturbi dello sviluppo facciale nei mammiferi con quelli degli umani, come spiega Higashiyama.

Note e approfondimenti

  1. Mammalian face as an evolutionary novelty | PNAS (IA) (DOI: 10.1073/pnas.2111876118)

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