Ecco come il nuovo coronavirus può raggiungere anche il cervello

Sezione di una cellula ciliata nella mucosa olfattiva infettata da SARS-CoV-2 (in rosso) (credito: Michael Laue/RKI e Carsten Dittmayer/Charité)

È già stato riconosciuto come la COVID-19 non sia una malattia solo respiratoria: il virus può diffondersi in molte altre aree del corpo, dal tratto gastrointestinale fino al sistema nervoso. Secondo diversi studi realizzati negli ultimi mesi, il virus può raggiungere anche il cervello. Un nuovo studio, apparso su Nature Neuroscience, descrive per la prima volta in dettaglio come fa il nuovo coronavirus a raggiungere proprio quest’area.

Il virus si fa trasportare dalle cellule nervose della mucosa olfattiva

I ricercatori della Charité – Universitätsmedizin Berlin hanno usato campioni di tessuto prelevati da persone morte con COVID-19 grave per studiare meccanismi con cui il virus raggiunge il cervello di pazienti.
Secondo i ricercatori riesce ad entrare nel cervello facendosi trasportare dalle cellule nervose della mucosa olfattiva e a corredo, all’interno dello studio, i ricercatori riportano anche quelle che sono le prime immagini al microscopio elettronico di particelle di virus SARS-CoV-2 intatte all’interno della stessa mucosa.
In effetti più di una persona su tre affetta da COVID-19 riporta sintomi neurologici come mal di testa, vertigini, nausea, perdita dell’olfatto e del gusto.
Analizzando i campioni prelevati dalla mucosa olfattiva di cadaveri di persone decedute con COVID-19 e di varie aree del cervello, scoprivano che la mucosa olfattiva era caratterizzata dalla più alta carica virale. I ricercatori trovavano il virus sia all’interno delle cellule nervose che nelle strutture che si estendono dalle vicine cellule di supporto (cellule epiteliali).

Usa il nervo olfattivo per arrivare nel cervello

“Questi dati supportano l’idea che SARS-CoV-2 sia in grado di utilizzare la mucosa olfattiva come porta di ingresso nel cervello”, spiega Frank Heppner, uno dei ricercatori realizzato lo studio. Secondo i ricercatori, una volta introdottosi in questa mucosa, il virus SARS-CoV-2 utilizza delle connessioni neuroanatomiche, tra cui il nervo olfattivo, per raggiungere il cervello. Gli stessi ricercatori sottolineano però che i campioni analizzati provenivano da pazienti con COVID-19 grave e che quindi nei pazienti non gravi, quelli con malattia lieve o moderata, potrebbe non accadere la stessa cosa.

Potrebbe comunque viaggiare anche tramite i vasi sanguigni

In ogni caso questi dati, come spiega Helena Radbruch, altra ricercatrice impegnata nello studio, mostrano che il virus SARS-CoV-2 è in grado di spostarsi di cellula nervosa in cellula nervosa fino a raggiungere il cervello. Tuttavia il virus potrebbe usare anche altri mezzi di trasporto parallelamente, in primis i vasi sanguigni, in quanto tracce del virus sono state individuate anche nelle pareti dei vasi sanguigni del cervello, come spiega la stessa ricercatrice.

Si introduce in aree cerebrali che controllano respirazione

“Abbiamo anche trovato SARS-CoV-2 in aree del cervello che controllano le funzioni vitali, come la respirazione. Non si può escludere che, nei pazienti con COVID-19 grave, la presenza del virus in queste aree del cervello avrà un impatto esacerbante sulla funzione respiratoria, aggiungendosi ai problemi respiratori dovuti all’infezione da SARS-CoV-2 dei polmoni. Problemi simili potrebbero sorgere in relazione alla funzione cardiovascolare”, spiega ancora Heppner.

Non è il primo virus che può raggiungere il cervello

Non si tratta del primo virus che riesce a raggiungere il cervello dopo essere entrato nel corpo attraverso aree del tutto distinte, ad esempio attraverso le vie aeree. Tra i virus che possono raggiungere il cervello, per esempio, ci sono anche quello dell’herpes simplex e il virus della rabbia.

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