Ecco come le cavallette controllano la gravità quando sono a testa in giù

Come fanno gli insetti a controllare gli effetti della gravità sul corpo, in particolare per quanto riguarda il sistema circolatorio del sangue, quando si trovano attaccati a testa in giù sulla superficie?
È questa la domanda a cui Jon Harrison, professore della School of Life Sciences dell’Università Statale dell’Arizona ha cercato di rispondere, insieme al collega Jake Socha del College of Engineering del Virginia Tech, tramite uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Il ricercatore ha scoperto qualcosa che “non è mai stato osservato negli invertebrati” sulla circolazione nei vasi sanguigni degli insetti capaci di stare attaccati a testa in giù.
In particolare ha esaminato le cavallette e ha scoperto che quando si trovano in posizione capovolta si attivano numerose sacche piene d’aria nella testa, cosa che diminuisce lo scorrimento del fluido sanguigno degli insetti (conosciuto anche come emolinfa). Accadeva invece il contrario nell’area degli addominali: scorreva più fluido e diminuivano le sacche d’aria compressa.

Tracciando la circolazione dell’emolinfa all’interno del corpo delle cavallette, hanno scoperto che questi animali fanno scorrere il proprio “sangue” verso il basso per reagire alla gravità.
Sembra che esista una specie di valvola, nel corpo delle cavallette, che previene l’influsso della gravità sul flusso sanguigno.
Inoltre i ricercatori hanno scoperto che le cavallette a testa in giù erano capaci di diminuire la frequenza cardiaca per ridurre l’accumulo degli stessi limiti nel cervello ed erano capaci di aumentare il tasso di ventilazione per ottenere più ossigeno, cosa che sarebbe risultata più difficile con le numerose sacche d’aria intorno al cervello che si gonfiavano.

Secondo quanto spiega lo stesso Harrison, le cavallette sembrano servirsi di almeno tre modi per attenuare l’influsso della gravità: “variazione della frequenza cardiaca, della frequenza respiratoria e della funzione valvolare. E sono sicuro che ci sono altre cose di cui non sappiamo”.

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