Ecco come si evolsero i talattosuchiani, giganteschi rettili marini vissuti 180 milioni di anni fa

Gavialinum rhodani, una specie di Thalattosuchia (credito: Nobu Tamura, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons)

Nuovi dettagli sull’anatomia dei talattosuchiani (Thalattosuchia) sono stati rilevati da un gruppo di ricerca tedesco. In particolare i ricercatori credono di aver individuato, anatomicamente parlando, uno dei punti di svolta evolutivi di questa tipologia di animali marini spesso denominati anche “coccodrilli marini” (anche se non fanno parte della stessa famiglia dei coccodrilli).

Dopo una lunga fase semi-acquatica, durante la quale dividevano le proprie giornate tra l’acqua e la terraferma, gli antenati prossimi di questi rettili simili a coccodrilli fecero praticamente un ritorno fisso negli oceani e proprio durante questa fase il loro scheletro si adattò a questo habitat, in parte nuovo.

I ricercatori hanno individuato parte di queste modifiche nel sistema vestibolare dell’orecchio interno, un percorso evolutivo che gli stessi ricercatori hanno trovato sorprendente, in parte simile a quello degli antenati delle balene quando si adattarono alla vita nei mari ma senza un passaggio così tribolato e lungo come quello dei talattosuchiani.

Analizzando tramite tomografia computerizzata ad alta risoluzione i resti dei crani di 18 talattosuchiani dal tardo triassico al primo cretaceo, e mettendo a confronto i risultati con le scansioni degli odierni coccodrilli, i ricercatori hanno rilevato i principali cambiamenti avvenuti proprio a causa del passaggio definitivo nelle acque.

Tra i cambiamenti più importanti quello del labirinto osseo, che ha un ruolo fondamentale nell’orientamento nello spazio. Il labirinto osseo che svilupparono i talattosuchiani divenne molto compatto, si ridusse e si ispessì, in maniera relativamente simile a quanto avvenne per gli antenati delle balene quando cominciarono ad adattarsi all’acqua.

I talattosuchiani vissero durante il mesozoico (182-125 milioni di anni fa) e si evolsero dai loro parenti semi terrestri per diventare animali marini 24 ore su 24. E si adattarono anche abbastanza bene dato che divennero presto tra i più abili e veloci nuotatori.

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