Ecco come si sono sviluppate le prime radici delle prime piante sulla terraferma

Asteroxylon mackiei (credito: Matt Humpage)

Come si sono sviluppate le radici delle prime piante apparse sulla terraferma? Si tratta di una sorta di mistero in campo paleobotanico non ancora risolto. Un nuovo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Edimburgo, fa un po’ di luce sull’enigma contribuendo a spiegare come alcune delle prime piante terrestri si siano evolute. Si tratta di un passaggio importante perché la comparsa delle piante sulla terraferma ha poi reso praticamente vivibile la stessa Terra favorendo la comparsa di molti specie di esseri viventi.

Secondo quanto hanno scoperto i ricercatori, le prime forme di radici si sono sviluppate durante il primo devoniano, l’epoca durante la quale le prime piante si sono diffuse sulla terraferma, molto probabilmente evolvendosi dalle alghe marine o comunque acquatiche.
L’evoluzione delle radici ha avuto un impatto molto profondo sull’evoluzione stessa delle piante e sull’intero pianeta. Le piante si sono diffuse e ciò ha ridotto i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera, ha stabilizzato il suolo e ha modificato anche la circolazione delle acque nei continenti.

I ricercatori hanno fatto ricorso a nuove tecniche digitali per ricostruire in 3D la Asteroxylon mackiei, una pianta primordiale che può essere considerata come un antico antenato dell’odierno muschio. Si trattava di un’erba sempreverde con foglie aghiformi. Realizzando questo modello in 3D i ricercatori hanno dunque potuto comprendere lo sviluppo delle prime radici.
I ricercatori hanno analizzato anche il fossile di un’antica selce rinvenuta nei pressi di Rhynie, un deposito sedimentario che si trova nell’Aberdeenshire, in Scozia. Si tratta di un sito nel quale sono stati ritrovati i fossili di piante più antichi al mondo oltre che meglio conservati.

Le prime radici dell’Asteroxylon si sono sviluppate in maniera diversa da come avviene per le piante odierne. Questa pianta primordiale faceva ricorso ad un processo denominato ramificazione dicotomica: la punta del germoglio si divideva e produceva due nuovi rametti, uno che diventava un nuovo germoglio e l’altro che si sviluppava invece in una radice.
Nelle piante odierne, invece, le nuove radici nascono direttamente all’interno dei germogli o delle radici in crescita.
“100 anni dopo la scoperta dei fossili di Rhynie, la nostra ricostruzione dimostra che aspetto avevano queste piante enigmatiche”, spiega Liam Dolan, uno degli autori dello studio apparso su eLife. “Queste sono le più antiche strutture conosciute che ricordano le radici moderne e ora sappiamo come si sono formate”.

Note e approfondimenti

  1. An evidence-based 3D reconstruction of Asteroxylon mackiei, the most complex plant preserved from the Rhynie chert | eLife (IA) (DOI: 10.7554/eLife.69447)

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