Ecco cosa accadrà alla Terra entro il 2100

Livelli di riscaldamento locali delle stagioni più calde rispetto alle temperature preindustriali (credito: ipcc.ch)

Un nuovo rapporto è stato presentato l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), un rapporto creato da un organo delle Nazioni Unite riguardante l’ambiente e in particolare gli impatti del riscaldamento globale.

Oceani

Sono diversi dati forniti dallo studio. Innanzitutto si prendono in considerazione gli oceani: questi ultimi hanno assorbito circa un quarto dei gas serra prodotti dagli esseri umani.
Hanno inoltre assorbito circa il 93% del calore che si è generato in maniera aggiuntiva proprio a causa di queste emissioni nell’atmosfera.

La conseguenza è che gli oceani sono sempre più caldi, più acidi e caratterizzati da un quantitativo di sale sempre più basso.
Inoltre, rispetto al 1980-2000, entro il 2100 il livello del mare si alzerà di quasi mezzo metro se la Terra si scalderà di 2° sopra ai livelli preindustriali e di 84 cm che si scalderà di 3-4°.

Livello del mare

Nel prossimo secolo, inoltre, ci sono buone probabilità che il livello di innalzamento del mare aumenterà di diversi cm ogni anno.
Ciò produrrà numerosi problemi alle persone che vivono nelle aree più soggette ad inondazione e mareggiate, sostanzialmente le aree vicino alle coste.

I costi collegati alle inondazioni e alle mareggiate aumenteranno da 100 a 1000 volte entro il 2100.
Lo stesso rapporto calcola che entro il 2100 dal 20 al 90% delle zone costiere più basse scomparirà. Inoltre diminuirà di circa 40%, entro il 2100, l’offerta di cibo proveniente dalle acque tropicali basse.

Ondate di calore

L’intensità e la frequenza delle ondate di calore aumenterà e sarà più grande anche la loro estensione. Aumenteranno i fenomeni meteorologici come El Niño che causeranno incendi sempre più gravi e cicloni sempre più frequenti.

Altri dati

L’ossigeno nell’oceano diminuirà entro il 2100 di un altro 3-4%. Le barriere coralline diminuiranno del 90%.
Sempre entro il 2100 i ghiacciai a bassa quota delle montagne del Caucaso, delle Alpi e della Scandinavia perderanno l’80% della massa che hanno oggi.

Dal 2006 le due principali calotte glaciali terrestre, quella della Groenlandia e quella dell’Antartide, hanno perso più di 430 miliardi di tonnellate di ghiaccio ogni anno dal 2006.
Questo porterà ad un maggiore inquinamento di metalli pesanti, in particolare mercurio, che confluirà nell’acqua potabile.

Approfondimenti

E ancora, entro il 2100 dal 30 al 99% del permafrost superiore (i primi tre metri) potrebbe sciogliersi.

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