Ecco cosa succede al cervello dei topi se li tieni al buio per una settimana

L'immagine che accompagna il comunicato stampa presente sul sito dell'Università del Maryland (credito: Zara Kanold-Tso)

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Maryland ha scoperto che qualcosa di strano accade al cervello dei topi quando questi vengono chiusi al buio per diversi giorni.
I ricercatori hanno scoperto che privare i roditori del senso della vista ha due effetti principali su cervello: innanzitutto aumenta la sensibilità dei neuroni in quell’area del cervello dedicata all’udito e questa era una cosa già conosciuta.

Ma i ricercatori del Maryland hanno scoperto anche che tenerli al buio per giorni e giorni può cambiare le modalità con le quali le cellule cerebrali interagiscono tra loro. Stare al buio provoca un’alterazione delle reti neuronali dei topi in modo che questi ultimi sviluppino una sorta di “super udito” più sensibile a determinate frequenze.

I neuroni modificavano la propria sensibilità alle diverse frequenze mostrando una flessibilità che di solito è tipica solo degli esseri viventi nella prima fase di sviluppo.
In parte, infatti, questo studio sembra smentire l’idea secondo la quale le regioni sensoriali del cervello non risultano più adattabili o “malleabili” dopo il periodo critico dell’infanzia. Si tratta di un concetto che molte volte è stato utilizzato per spiegare perché i bambini riescono ad imparare le lingue molto più facilmente degli adulti.

Tuttavia lo stesso Patrick Kanold, professore di biologia dell’UMD e autore senior dello studio, ammette che si tratta comunque di un test limitato in quanto sono stati coinvolti solo 15 topi per un periodo di tempo relativamente limitato.
Sei di questi ultimi sono stati infatti tenuti al buio per una settimana mentre i restanti nove hanno fatto da gruppo di controllo vivendo sotto il normale regime del giorno e della notte.

Ai topi venivano fatti ascoltare 17 toni diversi e contemporaneamente i ricercatori misuravano l’attività cerebrale nell’area della corteccia uditiva.
Già dopo solo una settimana i ricercatori notavano una nuova allocazione delle aree della corteccia uditiva a frequenze diverse. Notavano inoltre un aumento di quei neuroni più sensibili alle frequenze più alte e più basse e una diminuzione di quei neuroni più sensibili alle frequenze medie.

I ricercatori, come spiega lo stesso Kanold, non riescono ancora a spiegarsi questi effetti ma ipotizzano che possa centrare il livello di attenzione che i topi prestano a ciò che ascoltano quando sono al buio, un livello che è evidentemente nettamente diverso da una situazione in cui si può utilizzare anche la vista: “Forse prestano attenzione ai rumori o alle voci degli altri topi, o forse stanno prestando più attenzione ai passi che stanno facendo”, dichiara il ricercatore.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista eNeuro.

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