Ecco i primi biomattoni al mondo fatti con urina umana

I primi biomattoni al mondo fatti usando urina umana (credito: University of Cape Town)

Quello che può essere considerato come il primo biomattone al mondo basato sull’urina umana è stato realizzato da un gruppo di studenti dell’Università di Città del Capo. Innanzitutto qualche chiarimento su cosa siano i biomattoni: si tratta di mattoni creati con particolari ingredienti selezionati attraverso processi naturali, processi che di norma si basano sulla cosiddetta precipitazione di carbonato microbico. Si tratta di un processo simile a quello con cui le conchiglie vanno formandosi con il tempo.

Nel caso specifico di questo bio mattone, la sabbia viene smossa quando è colonizzata da batteri che producono ureasi, un enzima che rompe l’urea nelle urine producendo carbonato di calcio attraverso reazioni chimiche complesse. Questo fenomeno cementa la sabbia facendo sì che possa apparire sotto varie forme, anche sotto quelle di una mattone da costruzione di forma rettangolare.

Questi mattoni, cotti in forno a temperature intorno al 1400°, possono essere creati con vari livelli di resistenza, come specifica Dyllon Randall, un docente di ingegneria della suddetta università: “Se un cliente vuole un mattone più forte di un mattone con calcare al 40%, si può consentire ai batteri di rendere il solido più forte crescendolo più a lungo. Quanto più a lungo permetti ai piccoli batteri di produrre il cemento, tanto più forte sarà il prodotto. Possiamo ottimizzare questo processo”.

Non si tratta della prima volta che si pensa di utilizzare l’urea per far “crescere” i mattoni ma è la prima volta che si utilizza vera urina umana, una particolarità che senza dubbio infonde conseguenze significative per quanto riguarda il riciclaggio dei rifiuti, in questo caso di quelli relativi alle acque reflue.

Tanto che lo stesso gruppo di ricerca considera l’urina come “oro liquido”: rappresenta meno dell’1% delle acque reflue domestiche (in volume) ma contiene l’80% dell’azoto, il 56% del fosforo e il 63% del potassio di queste acque reflue”. Tra l’altro tutto questo fosforo potrebbe essere convertito in fosfato di calcio, ingrediente chiave dei fertilizzanti che fanno poi parte anche del processo graduale utilizzato per produrre bio mattoni.

Fonti e approfondimenti

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