Ecco il nanolegno, un materiale superisolante biodegradabile ed economico

Struttura del "nano legno" (credito: Science Advance. DOI: 10.1126/sciadv.aar3724)

Un materiale termoisolante fatto di legno, superleggero e resistente, è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’università del Maryland. La ricerca, pubblicata su Science Advances, parla di una tipologia di legno fatta con fibre minuscole, relativamente economico e biodegradabile come il vero legno.
Potrebbe rivelarsi utile anche per costruire edifici e un grosso vantaggio soprattutto sotto il profilo energetico.

Quello della gestione del calore nelle case negli appartamenti, infatti, è uno dei problemi più grandi oggi per quanto riguarda lo spreco energetico. Questo perché mantenere il calore chiuso in una casa quando è inverno o farlo uscire quando è estate non risulta di certo facile.
A tal proposito possono risultare utili i materiali isolanti che, applicati soprattutto a finestre e portafinestre, possono facilitare il compito. Tuttavia questi materiali sono spesso costosi, difficili da montare e soprattutto non sono biodegradabili.

Alla ricerca di un materiale termoisolante rispettoso dell’ambiente, la squadra di ricercatori, guidata dallo scienziato dei materiali Liangbing Hu, ha pensato bene di studiare la componente principale del legno, ossia la cellulosa, sulla scala nanometrica.
Il gruppo di ricerca, tra l’altro, ha già sviluppato una sorta di superlegno modificato.it più resistente dell’acciaio ma si è poi concentrata sullo sviluppo di un tipologia di legno che potesse essere anche termo isolante.

E sembra che ci siano riusciti: dopo aver eliminato la lignina e la maggior parte dell’emicellulosa dal legno, i ricercatori hanno estratto un materiale legnoso di colore bianco puro, una caratteristica che aiuta a riflettere la luce invece di assorbirla.
Le fibre di questo materiale modificato a scala nanometrica, subito denominato “nanolegno” (in inglese: nanowood) sono raggruppate in parallelo. Questa caratteristica permette al calore di viaggiare perpendicolarmente per le fibre con estrema facilità ma al tempo stesso senza poterle attraversare, almeno non con facilità.

Alla fine degli esperimenti, gli scienziati si sono accorti che il materiale risultante, benché fatto di legno, risultava estremamente isolante, ancor di più del polistirolo, e migliore anche sotto altri aspetti. Ad esempio risultava molto leggero e poteva resistere a pressioni di ben 13 megapascal.
Si tratta, dunque, di un vero e proprio superisolante che, a differenza degli altri super isolanti, risulta relativamente economico (d’altronde il legno è più disponibile di qualsiasi altro materiale di natura plastica), rispettoso dell’ambiente e anche più facile da lavorare: gli stessi scienziati hanno calcolato un costo di produzione di 7,44 dollari per metro quadrato.

Fonti e approfondimenti



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