Ecco perché alcune persone hanno fame poche ore dopo i pasti

Credito: Elf-Moondance, Pixabay, 6121897

Un nuovo studio mostra perché alcune persone, diverse ore dopo aver mangiato, si sentono molto affamate e tendono a consumare molto più cibo e dunque ad incamerare molte più calorie rispetto ad altre. Lo studio, pubblicato su Nature Metabolism,[2] rimarca dunque l’esistenza di una sorta di un metabolismo personale che può influenzare i vari tentativi di fare una dieta e di perdere peso.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 1070 persone prelevandoli da uno programma di ricerca nutrizionale globale che si interessa proprio alle risposte delle persone in merito al cibo. Tra i vari dati c’erano i livelli di zucchero nel sangue dopo aver mangiato varie tipologie di alimenti, tipologie variabili in termini di calorie, carboidrati, grassi, proteine e fibre. Erano presenti anche i dati dei test di livelli di glicemia a digiuno, test utili per capire come i soggetti elaboravano lo zucchero.
Inoltre erano presenti i dati relativi alla loro attività, al loro sonno e ai loro livelli di fame.

I ricercatori scoprivano che c’erano alcune persone che, dopo aver mangiato, vedevano il proprio livello di glicemia aumentare per poi diminuire e ciò avveniva nel corso delle prime ore dopo il pasto. Dopo questo picco, all’incirca due-quattro ore dopo il pasto, alcune delle persone sperimentavano dei cali di zucchero. Erano proprio queste persone che subivano un aumento, del 9% secondo i ricercatori, del livello di fame e che aspettavano di meno prima di cominciare il pasto successivo (media circa mezz’ora in meno prima degli altri). Queste persone, però, alla fine mangiavano gli stessi pasti anche se assumevano, in media, 75 cal in più nelle tre-quattro ore dopo la colazione e, in totale, circa 312 cal in più nel corso dell’intera giornata rispetto a quelle persone che non avevano questo calo degli zuccheri. Si tratta, secondo i ricercatori, di uno schema che, almeno potenzialmente, può portare ad un aumento di peso all’anno di circa 9 kg.[2]

Non è una novità che i livelli di zucchero nel sangue possono determinare i livelli di fame, come spiega Sarah Berry del King’s College di Londra, una delle ricercatrici impegnate nello studio, ma questi risultati mostrano che i cali degli zuccheri rappresentano un predittore della fame, e quindi di un probabile conseguente apporto calorico, rispetto al picco iniziale nel sangue dopo i pasti. Si tratta di risultati che cambiano “il modo in cui pensiamo alla relazione tra i livelli di zucchero nel sangue e il cibo che mangiamo”, spiega la ricercatrice.

Note e approfondimenti

  1. New research reveals why some of us are hungry all the time (IA)
  2. Postprandial glycaemic dips predict appetite and energy intake in healthy individuals | Nature Metabolism (IA) (DOI: 10.1038/s42255-021-00383-x)

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