Ecco perché ballare in gruppo ci fa sentire più uniti con gli altri

Un team di ricercatori dell’Università di Aarhus, in Danimarca, ha analizzato quella che a conti fatti è una delle pratiche sociali più antiche tra gli esseri umani, ossia ballare in gruppo. Partendo dal presupposto che creare e rafforzare, nonché mantenere nel tempo, legami sociali è per certi versi essenziale per il nostro benessere psicofisico, i ricercatori hanno voluto capire perché la particolare usanza del ballo di gruppo si rivela molto utile proprio a questo scopo.

I ricercatori hanno scoperto che muoversi a tempo di ritmo insieme alla musica sincronizzando i movimenti con gli altri individui che ci sono intorno, situazione tipica di una pista da ballo in una discoteca, non fa che aumentare la vicinanza sociale e rafforzare i legami di cui sopra.
Nello studio, pubblicato su Scientific Reports, i ricercatori sottolinea quanto siano proprio i movimenti sincroni ad aumentare la sensazione di vicinanza sociale con gli altri.

Jan Stupacher, uno dei ricercatori impegnati nello studio, spiega che esiste qualcosa di “sublime e affettuoso” nel muoversi con un sottofondo musicale e a tempo di ritmo insieme alle altre persone. Basta anche solo guardare le altre persone ballare a tempo di ritmo per notare già sensazioni di armonia e affiliazione con gli altri.
Inoltre, secondo i ricercatori, quello fornito dalla musica in una sala da ballo rappresenterebbe un contesto unico per rafforzare i legami sociali anche tra persone con background molto diversi.

I ricercatori hanno condotto degli esperimenti su vari soggetti notando che l’influenza della sincronia del movimento era molto forte sui legami sociali e quanto più la musica risultava apprezzata, più questa vicinanza sociale aumentava con le persone che si muovevano in maniera sincronizzata con i soggetti stessi.
“L’attuale studio va al cuore del perché gli esseri umani sono creature musicali in primo luogo. Mostra che il motivo per cui la musica ci collega è che combina la sincronizzazione corporea con le emozioni positive. Indica che se c’è un vantaggio evolutivo della musica, è probabilmente dovuto alla sua capacità di sincronizzare i nostri movimenti, emozioni e cervelli”, spiega Peter Vuust, altro ricercatore impegnato nella ricerca.

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